Governo balneare. Salvini a torso nudo s’improvvisa dj e lancia l’ennesimo ultimatum agli alleati: “Se i no diventano più dei sì la forza la chiederemo agli italiani”

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, lancia la sua campagna d’agosto. Lo fa dalla festa della Lega Romagna, a Milano Marittima, e prima ancora dalla consolle del Papeete Beach, noto stabilimento balneare, dove il vicepremier si è improvvisato dj concedendosi innumerevoli selfie (anche con Arrigo Sacchi) a torso nudo e con un drink in mano.

Il leader del Carroccio ha annunciato che per consolidare il consenso riprenderà a girare l’Italia, come in campagna elettorale, dal Lazio alla Sicilia, dalla Calabria alla Campania, passando per Genova e per poi chiudere, come da tradizione, in Trentino, a Pinzolo.

E ne ha avute anche per gli alleati di governo: “O avremo una squadra compatta che ha la forza di fare le cose o la forza la chiederemo agli italiani perché il paese merita tutto”. “Finché ho certezza – ha aggiunto Salvini – che il governo può fare le cose le faccio. Ma se i no diventano più dei sì… Petrolio, rifiuti, l’autonomia che premia il merito e punisce gli incapaci. Da qui a settembre se sono tanti sì andiamo avanti, ma se ci sono i no… Vale anche per la riforma della giustizia. O i cinque stelle ci danno una mano a migliorare il Paese o lo miglioriamo da soli”.

Abbiamo contro – ha aggiunto il leader leghista – tutto il sistema del politicamente corretto. Qualcuno del Pd ha fatto polemica perché ero in spiaggia a Milano Marittima. Preferisco essere lì che avere sulla coscienza i risparmiatori di Banca Etruria. Lavorerò per tornare ad avere buoni rapporti con la Russia. Putin – ha aggiunto Salvini elogiando anche Trump, Bolsonaro e Orban – è un grande presidente. E lo dico perché lo penso, non perché mi abbiano pagato come ritiene qualche giornale”.

Al Papeete Beach si è intonato anche l’Inno di Mameli. Accompagnato dal patron del disco-bagno di Milano Marittima, Massimo Casanova, neo eurodeputato leghista, il ministro dell’Interno è salito sulla torretta della consolle e, con cuffie in testa, ha lanciato l’Inno d’Italia. Oltre a Casanova, c’erano anche il ministro degli Affari europei Lorenzo Fontana, l’assessore lombardo Stefano Bolognini, i sottosegretari Claudio Durigon, Jacopo Morrone e Lucia Borgonzoni, il vice segretario federale Andrea Crippa, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, i deputati Barbara Saltamartini e Matteo Bianchi.

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