Governo del massimo rigore. Restrizioni pure a Pasqua. Speranza in Parlamento: regole ferree fino al 6 aprile

ROBERTO SPERANZA
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Se qualcuno sperava che in fatto di precauzioni sul Covid il governo di Mario Draghi si sarebbe mosso in controtendenza con il Conte II, è destinato a restare deluso. Già perché stando a quanto riferito al Senato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, la musica non è cambiata e non ci sarà il tanto richiesto, almeno da parte della Lega e di Fratelli d’Italia, via libera alle riaperture perché “non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia”.

Così alla scadenza delle norme anti-Covid tutt’ora in vigore, non ci saranno rilassamenti e le misure di contenimento sono destinate a perdurare almeno fino al 6 aprile. Ma non è questa l’unica novità perché con buona pace di Matteo Renzi e di Italia Viva che si sono sempre scagliati contro l’ex premier Giuseppe Conte, anche il governo Draghi farà ricorso ai decreti legge per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

MENO TRASFERIMENTI. Difficile dar torto a quanto deciso dall’Esecutivo di fronte ai dati che parlano di una risalita dei contagi, dei ricoverati e, purtroppo, dei decessi. Proprio dalle parole del ministro è possibile capire quali saranno le misure, previste dal decreto in lavorazione dal governo e dalle ordinanze firmate da governatori e sindaci, che interesseranno il Paese.

Tra le prime novità c’è il cambio della regole sulle seconde case che, da ora, sarà collegata alla fascia di colore attribuita al luogo dove si vive. In altre parole chi risiede in una zona gialla, potrà recarsi nella seconda casa anche se questa si trova in fascia arancione mentre non potrà farlo se l’abitazione è in fascia arancione scuro o rossa. Chi vive in una zona inserita in fascia arancione può andare nelle seconde case anche se si trovano fuori regione purché non siano in fascia arancione scuro o rossa.

Quelli che si trovano nella zona arancione rafforzata, anche detta arancione scuro, non potranno in nessun caso recarsi nelle seconde case e potranno muoversi all’interno del Comune di residenza solo per comprovate esigenze che dovranno essere elencate con l’apposita autocertificazione. Ancor più restrizioni in zona rossa dove sono vietati gli spostamenti e dunque si può uscire dalla propria abitazione solo per comprovate esigenze.

L’ITALIA A COLORI. Al momento l’unica certezza è che in attesa della valutazione settimanale sullo stato della pandemia in Italia, la quale non si preannuncia tenera vista la crescita dei contagi e l’incubo della variante inglese che ormai è arrivata anche a Roma, le Regioni e i Comuni continuano a cambiare colore. Solo martedì sono state istituite diverse zone rosse in tutta Italia. Il caso più eclatante è quello della Lombardia dove il presidente Attilio Fontana ha firmato l’ordinanza che ha istituito nella provincia di Brescia, in alcuni comuni della Bergamasca e della provincia di Cremona, una zona arancione rafforzata.

Da domani, invece, la stessa misura scatterà anche per 14 comuni dell’Emilia Romagna in cui stanno dilagando i contagi. Non va meglio neanche in Abruzzo dove, dopo le province di Chieti e Pescara, anche 4 Comuni della provincia dell’Aquila sono finiti in zona rossa che durerà dal 25 febbraio al 7 marzo. In Toscana, invece, preoccupa un focolaio della variante inglese scoppiato a Cecina che da giovedì diventerà zona rossa e l’emergenza sanitaria nella zona di Siena e Pistoia dove si sta ragionando sulla necessità di imporre un lockdown.

Restrizioni che sono scattate anche nel Lazio dov’è stata istituita la zona rossa nel Comune di Torrice in provincia di Frosinone a causa della forte incidenza e presenza della variante inglese che va ad aggiungersi a quelle già in vigore a Carpineto e Colleferro in provincia di Roma e a Roccagorga in provincia di Latina. Chiusura totale anche nei comuni siciliani di San Cipirello e San Giuseppe Jato.

Misure, quelle dei cosiddetti lockdown mirati, che si aggiungono alle zone rosse già istituite nelle scorse settimane con l’Alto Adige che prosegue la sua serrata iniziata la seconda settimana di febbraio e ci resterà fino al 14 marzo, e il Molise, ancora in fascia arancione, che conta diverse zone rosse pari a circa un quarto dei suoi Comuni. Anche Umbria e Abruzzo sono nella fascia intermedia dove, però, molti cittadini già sperimentano la zona rossa. In Liguria, invece, ieri è stata istituita la zona rossa a Ventimiglia e nei comuni limitrofi.

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