Al via il Governo Conte. I ministri e il presidente hanno giurato. Martedì la fiducia al Senato

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Polemiche ed entusiasmo. Così il Governo Conte arriva al giuramento del Quirinale. “Dimostreremo che non è un governo debole”. E poi: “Entusiasmo e determinazione. Faremo il massimo“. Svegliatosi professore e andato a dormire da premier, Giuseppe Conte aveva chiuso così la giornata della sua investitura a capo del governo. Formalizzata dalla firma del decreto di nomina del presidente della Repubblica, cristallizzata dal giuramento. Seguito poi dal rito della campanella che testimonia il passaggio di consegne con il suo predecessore Paolo Gentiloni. In mattinata ha visto il presidente della Camera, Roberto Fico, preceduto da un breve passaggio “fuori programma” dal comizio dei lavoratori di Fedex-Tnt in protesta fuori da Montecitorio: “Noi abbiamo messo voi in questo governo, vi abbiamo votato – hanno detto gli operai – E lei è un grande, è l’avvocato di tutti gli italiani”. Il capo dell’esecutivo si è avvicinato per ascoltarli, rassicurandoli: “”Non sono un grande, lo devo ancora dimostrare. Fidatevi di noi, abbiamo messo su una bella squadra”.

Siamo arrivati, dunque, all’epilogo di una crisi politica soffertissima. E forse è il motivo per cui hanno tutti l’aria molto soddisfatta ma un po’ agitata. L’ultimo ad arrivare è stato lo stesso Giuseppe Conte, in Volkswagen. E varca il portone principale del Quirinale quando sono le 15.58. Appena in tempo. Matteo Salvini non rinuncia alla cravatta verde d’ordinanza. Gli esordienti mostrano un po’ di imbarazzo e soprattutto d’emozione. Ma gli occhi sono tutti puntati su Paolo Savona, il ministro degli Affari europei. E sulla stretta di Milano con il capo dello Stato che si è opposto alla sua nomina all’Economia. “Grazie presidente”, dice Savona prima di allontanarsi per tornare al proprio posto.

“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservane lealmente la Costituzione e leggi, e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Il primo a giurare è stato il premier, dopo di lui Salvini e Di Maio. I due, prima della cerimonia, si sono scambiati battute e sorrisi. Segno di un feeling consolidato nelle settimane difficilissime della crisi. L’ultima a giurare è Giulia Grillo.  Subito dopo scatta la foto di gruppo.

La nascita del governo è stata salutata anche da Beppe Grillo, garante del M5s, con una foto che lo ritrae accanto a Gianroberto Casaleggio e la didascalia: “Se lo puoi sognare, lo puoi fare”. Anche l’ex deputato Alessandro Di Battista, ringraziando “Luigi Di Maio che ci ha sempre creduto”, in un lungo post su Facebook, ha spiegato che “qualunque sia il vostro pensiero è una cosa enorme”. Dall’estero, arriva l’endorsement di Marine Le Pen che parla di “una vittoria della democrazia sulle minacce della Ue”, proprio nei minuti in cui è andato in scena lo scontro tra Salvini e il ministro uscente Graziano Delrio che aveva dato, come altri, del neofascista al Governo nascente.

Sull’argomento è intervenuto anche il prossimo ministro Gian Marco Centinaio, che ha Circo Massimo ha detto: “La Lega non è di destra. Lo scrive il Nyt? Invece di blaterare, mandino qui la redazione e provino a conoscere gli italiani”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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