Governo tecnico, no grazie. Renzi rilancia: “Se vince il No niente pasticci e accordi per un esecutivo di scopo”

dalla Redazione
Politica

Sono giorni di piena campagna elettorale per il premier, Matteo Renzi. E, così, tanto per chiarire e lanciare un messaggio a chi pronostica scenari eventuali in caso di vittoria del No il Presidente del Consiglio questa mattina ha risposto dai microfoni di Rtl 102.5: “Io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio.  Il governo tecnico l’abbiamo avuto più volte e sonno salite le tasse”. Poi ancora: “Gli italiani non si devono far fregare dai politici. Nel dibattito sulle riforme si inseriscono dei dubbi che servono come pretesti alla classe politica per mantenere il parlamento più numeroso del mondo”, ha attaccato Renzi, “i consiglieri regionali con superstipendi e un ping pong che non ha eguali in nessun paese al mondo. Se vince il no non c’e’ armageddon, ma non cambia nulla”. Ma il segretario Pd si è detto tranquillo della vittoria del Sì. Non escludendo totalmente uno scenario opposto cosa succederebbe se invece a trionfare fosse il No: “Lo scopriremo solo vivendo”, la risposta ironica di Matteo. Non ci sono dubbi che cambierà la legge elettorale: “E’ evidente che si farà una legge elettorale nuova. E’ un impegno che ho preso, punto”, ha precisato il presidente del Consiglio.

Il premier si è poi soffermato sulla questione Europa. “Io non voglio prendere il voto degli euroscettici, voglio cambiare l’Europa. C’è un atteggiamento diverso tra quello di Salvini e quello di Monti – ha aggiunto – ed è quello di costruire l’Europa”. Sulla legge di bilancio Renzi ha chiarito: “Il rinvio a marzo è ormai una consuetudine. E’ accaduto anche lo scorso anno e due anni fa. Spiace che il mondo politico ogni volta dica ‘Ah, conti rinviati a marzo. Noi siamo stati dentro i margini ma abbiamo anche liberato risorse per la sanità, per le aree terremotate e per le scuole perché la stabilità europea ci interessa meno della stabilità dei nostri figli: su questo non c’è discussione. Il bilancio italiano – assicura il premier – è buono, permette di conciliare l’attenzione al debito con la crescita”.