Grana Vannacci per il centrodestra, con l’addio alla Lega e il lancio del suo partito il generale scombina la strategia elettorale della coalizione

Vannacci terremota il centrodestra. Il suo addio rischia di cambiare la strategia elettorale di Meloni e di accelerare la riforma elettorale

Grana Vannacci per il centrodestra, con l’addio alla Lega e il lancio del suo partito il generale scombina la strategia elettorale della coalizione

L’addio di Roberto Vannacci alla Lega rischia di creare non solo problemi all’interno del Carroccio – sono in tanti nel partito di Via Bellerio che rimproverano a Matteo Salvini di avere imbarcato con corsia preferenziale il generale – ma rischia di provocare smottamenti in tutto il centrodestra.  La scissione dalla Lega e il lancio della lista Futuro Nazionale producono un effetto sul quadro elettorale. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da YouTrend per Sky Tg24.

Vannacci terremota le destre. Il suo addio rischia di cambiare la strategia elettorale

In questa prima rilevazione – si legge – la lista si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. Il generale toglie più a FdI che alla Lega, ma raccoglie anche da altri, indecisi e astenuti. Dal punto di vista delle intenzioni di voto l’introduzione della lista Vannacci comporterebbe una erosione di consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%) sono i partiti che registrano le perdite più evidenti, mentre Forza Italia subisce un impatto più contenuto (-0,2%). Di ieri la notizia che il deputato Emanuele Pozzolo, eletto alla Camera con FdI, gruppo da cui uscì dopo il caso dello sparo di Capodanno, seguirà Vannacci.

Vannacci toglie voti più a FdI che alla Lega

L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare (Fratelli d’Italia e Lega), ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare (fra gli altri, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi). Una quota minoritaria degli elettori di Futuro Nazionale, inoltre, arriverebbe da elettori che in precedenza si collocavano tra astenuti e indecisi (il 13,5% del totale della nuova lista).

Romeo conferma che il generale è un problema per l’intero centrodestra

Nel complesso, i dati suggeriscono che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati. Dunque il generale, puntando a dare battaglia su temi caldi come la sicurezza e l’Ucraina, rischia non solo di scavalcare a destra la Lega ma anche di erodere voti a Fratelli d’Italia. L’uscita del generale, ha confermato il leghista Massimiliano Romeo, potrebbe rappresentare un problema non solo della Lega ma “dell’intera coalizione”: di fatto, “potrebbe togliere non solo alla nostra parte ma anche agli altri…”.

Intanto Vannacci accusa: “Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”, dice in un colloquio con Repubblica.

Atteso blitz sulla legge elettorale

Tutto questo potrebbe stravolgere la strategia di Giorgia Meloni in vista delle prossime elezioni politiche e aprire la strada a un’accelerazione sulla riforma della legge elettorale. A rilanciare il tema era stata un paio di settimane fa proprio la premier. Con le opposizioni (che hanno però negato) “ci sono interlocuzioni”, aveva detto alla stampa parlamentare Meloni, svelando solo che “se ne sta occupando il Parlamento”. E chiarendo: “Se c’è chiusura, deciderà la maggioranza”.

Lo schema di fondo della legge prevederebbe un sistema proporzionale con premio di maggioranza (chi prende almeno il 40% dei voti conquista il 55% dei seggi, fino al 60% se la coalizione tocca il 45%) e con una soglia di sbarramento al 3%. Ma considerato che la lista Vannacci è quotata oltre il 4 per cento, ora la soglia al 3 potrebbe essere rimessa in discussione.

Le schermaglie amorose tra Forza Italia e Calenda

A tifare per una soglia più bassa c’è Forza Italia che negli ultimi tempi si è lasciata andare a scambi di amorosi sensi con Carlo Calenda. Al momento, in molti escludono l’ipotesi di una presenza di Calenda nella coalizione di centrodestra da presentare agli elettori. Semmai il punto è operare con attenzione sulla soglia di sbarramento della legge elettorale in modo da non ostacolare la corsa in solitaria di Azione, per lasciarsi poi margini di manovra e di dialogo dopo il voto.

“Calenda da solo al centro rosicchierebbe voti al centrosinistra”, è il ragionamento che circola dalle parti di FdI. Anche se, in questa prospettiva, non si può non considerare che la Lega non accetterebbe di buon grado un possibile allargamento del peso centrista nella futura composizione parlamentare. Allargamento che finirebbe per marginalizzare proprio il peso del Carroccio. Salvini così rischia di restare schiacciato da una parte dalla minaccia centrista di Calenda e dall’altra a destra da quella del generale.

Dopo l’uscita di Vannacci “la Lega farà casino ogni giorno. Dalla mattina alla sera farà a gara tra chi è più pro Putin o più pro a destra. Questo sarà un pericolo vero per il governo”, ha commentato a caldo il leader di Azione. “Penso che sarà Giorgia Meloni a fare l’intesa con Vannacci, visto che i numeri sono i numeri, e Salvini potrà solo subire questa scelta”, profetizza invece il deputato di Avs Angelo Bonelli.