Grandi restauri, si rivede lo Stato. Primi interventi del piano per palazzi storici e musei. Riqualificato anche il Colle dell’Infinito di Leopardi

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Strappare al degrado aree archeologiche, musei e palazzi e valorizzarli non consente soltanto di salvare il patrimonio storico italiano, ma fa crescere anche i territori e consente di creare nuovi posti di lavoro. Al Ministero per i beni culturali ne sono ormai convinti e dal Piano strategico “Grandi progetti” varato cinque anni fa, su cui sinora sono stati investiti 285 milioni di euro, sono arrivati anche i primi risultati, con il recupero tra gli altri del Colle dell’Infinito di Leopardi, a Recanati, del Polo Reale di Torino e del museo archeologico nazionale di Aquileia.

I RISULTATI. Il Piano strategico “Grandi progetti beni culturali” ha come obiettivo proprio la crescita economica e sociale dei territori. Istituito con la legge del 2014 sulla tutela del patrimonio culturale e il rilancio del turismo e finanziato inizialmente con 5 milioni di euro diventati negli ultimi due anni 65, sinora si è concentrato su 57 interventi relativi a siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale, da riqualificare e promuovere. Tre le linee principali di azione: quella su musei e aree archeologiche, che attualmente assorbe il 48% delle risorse, quella sui poli di attrazione culturale e quella sulle grandi biblioteche, gli archivi e le scuole di alta formazione. Investimenti di cui ha beneficiato soprattutto il Lazio, con 104 milioni di euro, seguita dalla Toscana (46 milioni), Emilia Romagna (31,5 milioni) e Lombardia (24,5 milioni). Attività di cui si sono appunto visti i primi risultati. Ultimati o quasi infatti anche gli interventi sulla villa comunale a Spello, in provincia di Perugia, sul castello Agliè di Torino, sull’ex museo regio di Cagliari e sull’arsenale di Venezia.

CANTIERI E PROGETTI. Molti soprattutto i cantieri aperti e gli interventi su cui deve ancora essere messa a punto la progettazione. Come evidenziato dal ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, nella relazione sul Piano presentata alla Camera, opere di riqualificazione significative sono in corso nel parco e nel castello Miramare di Triste, al Colosseo, sull’arsenale pontificio, sulla Biblioteca nazionale a Roma, sul parco archeologico di Ostia Antica e i porti imperiali di Claudio e Traiano, per un collegamento sotterraneo tra il planetario e le terme di Diocleziano, sempre a Roma, su Palazzo Te a Mantova, sulla Galleria degli Uffizi, a Firenze, e sul ponte degli alpini, a Bassano del Grappa. Prevista infine la realizzazione di nuovi musei, tra cui quello dedicato a Fellini a Rimini, uno spazio dedicato all’audiovisivo a Roma, e uno sull’emigrazione a Genova, oltre alla valorizzazione del compendio garibaldino a La Maddalena.

LUNGAGGINI. Anche un Piano così importante risente però delle solite lungaggini, dei ricorsi e dell’elefantiaca burocrazia tutta italiana. Lo stesso ministro Bonisoli, indicando anche i diversi problemi riscontrati, ha specificato sempre nella relazione presentata a Montecitorio che solo 25 tra le 91 procedure inserite nel “Grandi Progetti” sono state ultimate o almeno hanno portato all’apertura dei cantieri. Le altre, nel migliore dei casi, sono ferme ai progetti.

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