Grasso che cola per le casse vuote del Pd. L’ex presidente del Senato deve 82mila euro al partito. Si tratta delle quote che i parlamentari dem si erano impegnati a versare. Sono 63 in tutto i morosi

dalla Redazione
Politica

Pietro Grasso dovrà versare 82mila euro al Partito democratico, nonostante sia ormai un ex. Il candidato premier di Liberi e Uguali alle ultime elezioni Politiche, infatti, è stato raggiunto da un decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma nel quale gli viene notificato il pagamento delle quote che i parlamentari dem si erano impegnati a versare mensilmente al partito. Grasso ha fatto già sapere che si opporrà e presenterà ricorso contro il provvedimento.

La linea dura contro i morosi non intende fare sconti a nessuno essendo stata adottata in occasione dell’approvazione dell’ultimo bilancio dem. Una decisione che si è resa necessaria dopo che le numerose sollecitazioni ai parlamentare affinché pagassero la quota era caduta nel vuoto. Con i dipendenti in cassa integrazione e il bilancio amaro, i decreti ingiuntivi si sono resi necessari dalle parti del Nazareno.

Grasso, secondo quanto riportato dal sito della Repubblica, sarebbe il più moroso di tutti nonn avendo versato nulla nelle casse del partito dal 2013, quando fu eletto. Il decreto ingiuntivo ha raggiunto anche Marco Meloni con circa 10 mila euro di arretrati, Simona Valiante con 53 mila e Guglielmo Vaccaro con 43 mila. Il tesoriere Francesco Bonifazi ha fatto sapere che sono 63 in tutto i decreti ingiuntivi richiesti dal Pd ai parlamentari. Le casse del Pd devono ricevere in tutto 1,6 milioni di euro.