Graziati dall’Imu, ma c’è poco da festeggiare

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di Gaetano Pedullà

La seconda rata dell’Imu non si pagherà, ma aspettiamo a festeggiare perché mancano le coperture e le nuove tasse sono sempre in agguato. D’altra parte, la legge di stabilità promette ancora lacrime e sangue. Tagli e sacrifici per partorire il solito topolino: qualche spicciolo per limare il cuneo fiscale, qualche incentivo per tenere buone le imprese, un po’ di soldi sugli ammortizzatori sociali per far dire ai sindacati che hanno ottenuto qualcosa. Totalmente assenti invece le grandi decisioni fondamentali per uscire dalla crisi. Desaparecide le riforme di sistema. E mai azzardata una delle poche cose serie da fare: mettere subito cinquanta o sessanta miliardi per abbattere il costo del lavoro e aumentare la nostra competitività, fregandocene di indebitarci transitoriamente un po’ di più e fregandocene doppiamente dei vincoli europei che, tra l’altro, in Europa non rispetta nessuno. In questo vuoto cosmico, l’unica grande proposta pervenuta è quella dei Cinque Stelle, che insistono su un loro cavallo di battaglia: il reddito di cittadinanza. In sostanza un sussidio da 600 euro al mese a tutti i giovani, così da metterli in condizione di formarsi, emanciparsi e contemporaneamente sostenere un po’ i consumi. Grillo e il Governo non sono d’accordo su quanto costerebbe allo Stato questo regalo. Per il primo si parla di 5 miliardi, per Palazzo Chigi non ne bastano 30. Guerra di cifre a parte, il reddito di cittadinanza porta in sé un serio rischio di far sedere ancora di più i nostri giovani, anziché spingerli a mettersi in gioco, a ingegnarsi e faticare per trovare la loro strada. Dove Grillo ha però totalmente ragione è nel denunciare ancora una casta di politici che sa imporre sacrifici a tutti, tranne a se stessa. La prova ve la diamo nelle pagine interne facendo i conti sui bilanci di Camera e Senato. Nonostante le mille promesse, il taglio delle spese è microscopico, se non addirittura inesistente. È chiaro che non è con questi soldi che si salva il Paese, ma veder Lor signori che continuano a bluffare è davvero insopportabile.