Grecia sull’orlo del default. Salta una rata dei prestiti. Atene non paga 300 milioni al Fondo monetario. Tsipras preferisce dare lo stipendio agli statali

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Siamo sul punto di non ritorno. Il 5 giugno prossimo la Grecia per la prima volta non restituirà la modesta somma di 300 milioni al Fondo monetario internazionale e con questo pretesto partirà il default del Paese. Mentre l’Europa continua a non decidere sugli aiuti, si arriva così al fallimento di uno dei Paesi fondatori. Moltissimi tedeschi saranno contenti, ma loro per primi non potranno mai più cancellare la macchia che cadrà sull’Unione. Il governo Tsipras d’altronde è senza scelta. Se restituisce questi soldi al Fondo monetario non potrà pagare gli stipendi e farà letteralmente morire di fame migliaia di persone. Un motivo più che valido per concedere una dilazione, ma quella che tira è ormai un’aria da rompete le righe.

ACCORDO IN SALITA
Il mancato pagamento di questa rata manderà quindi all’aria l’accordo globale con i creditori internazionali che Tsipras da tempo sta cercando di chiudere per porre fine all’austerità e aprire la strada alla crescita del Paese. Un accordo di lungo periodo che a questo punto appare davvero in salita. Per questo oggi il premier greco incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande a margine del vertice Ue di Riga. Di sorrisi e strette di mano ne abbiamo viste già tante. Di risposte concrete invece nessuna, e se non ci fosse in corso il piano di quantitative easing (immissione di liquidità monetaria) da parte della Banca centrale europea oggi le tensioni sui mercati sarebbero altissime e la crisi più nera che mai. A chi serve dunque far cadere tutto? A nessuno, scommettono i mercati che infatti restano ottimisti e sicuri che alla fine le cose andranno per il verso giusto.

PIAZZA AFFARI
In questo quadro anche ieri i listini europei hanno terminato la seduta in equilibrio dopo i forti progressi di martedì scorso. A condizionare la giornata è stata l’attesa delle minute dell’ultima riunione della Fed (la banca centrale Usa) da cui capire quando frenerà l’immissione di liquidità monetaria che negli Stati Uniti va avanti da oltre cinque anni. A Milano il Ftse Mib ha chiuso a +0,25%. Bene Exor (+2,01%) nel giorno in cui PartnerRe ha aperto la porta a una trattativa per essere acquisito dalla holding di casa Agnelli. Acquisti su Telecom (+0,89%) nel giorno dell’assemblea. Crolla invece Mps (-6,52%) alla vigilia del cda per fissare il prezzo sull’aumento di capitale da 3 miliardi.