Cortei contro il Green Pass, 29 denunciati tra Milano e Trieste. Nel mirino delle proteste i giornalisti. Patuanelli: “Anche chi manifesta deve rispettare alcune regole”

No Green Pass Milano Trieste
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

È di 29 denunciati e oltre mille persone identificate il bilancio delle manifestazioni di sabato a Milano e Triste (leggi l’articolo) contro l’obbligo del Green Pass. Nella capitale lombarda la Polizia ha identificato 115 persone e ne ha denunciate 11. La manifestazione, ai cui promotori il questore Giuseppe Petronzi aveva prescritto un orario e un percorso specifici, è stata sin da subito caratterizzata da insulti e spintoni verso operatori dei media. Verso le 17, in piazza Fontana, i due responsabili dell’aggressione verbale a un giornalista sono stati identificati dagli agenti della Polizia di Stato che, dopo averli accompagnati in Questura, li hanno denunciati.

Due episodi analoghi, ai danni dello stesso giornalista, si sono verificati più tardi in corso di Porta Romana e in corso XXII Marzo. Il corteo, in avvio composto da oltre 4mila persone, ha inizialmente seguito il percorso prescritto e, giunto in corso di Porta Romana, si è diviso in due prima di ricompattarsi in serata in corso XXII Marzo.

Mentre circa 700 persone proseguivano regolarmente lungo le strade indicate nel provvedimento del questore, oltre 3mila persone hanno vagato lungo le vie della zona Crocetta e Beatrice d’Este con il deliberato scopo di creare confusione e bloccare il traffico. Numerosi gli episodi, registrati in quel momento, di reazioni verbali da parte di automobilisti adirati per la violenza del blocco della circolazione subita.

I reparti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il contributo della Polizia Locale, hanno ricompattato il gruppo che, dopo aver percorso poche decine di metri in corso XXII Marzo, ha deciso di abbandonare il percorso indicato e alle ore 21, in via Anfossi, non è stato più permesso il movimento disordinato dei manifestanti che sono stati fatti defluire da via Sciesa solo dopo essere stati identificati. Sono 93 le persone che la Polizia di Stato ha identificato in via Sciesa e la cui posizione è al vaglio dell’Autorità giudiziaria.

Analoga situazione a Trieste dove la Questura ha reso noto che, dopo gli scontri avvenuti sempre sabato sera in piazza Unità, sono state denunciate 18 persone, mentre per altre 6 è stato emesso il provvedimento del figlio di via obbligatorio. E anche nel capoluogo friulano nel mirino sono finiti i giornalisti. Tra le attestazioni di solidarietà a forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti anche una nota del gruppo M5s in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. “Purtroppo – si legge – sta diventando una pessima abitudine quella di esprimere il dissenso attraverso la violenza nei confronti di chi sta svolgendo il proprio lavoro. Non c’è nessun tipo di giustificazione o di attenuante per gesti così vili”.

“Mi spaventa la contrapposizione sociale. La mia solidarietà al giornalista de Il piccolo – ha detto ad Agorà il ministro della Politiche agricole, Stefano Patuanelli – colpito da una testata durante il corteo di Trieste. Dobbiamo non alimentare questa tensione attraverso il dialogo, è difficile, ma ci sono parti di quella piazza di Trieste che possono ascoltarci”.

“Non abbiamo il libretto d’istruzione per affrontare la pandemia. Noi – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – e tutti gli altri governi abbiamo agito con la massima precauzione e la massima efficacia delle misure messe in campo. Il Cdm ha fatto un comunicato ufficiale sulle manifestazioni, non è vero che non ha risposto all’informativa, le disposizioni normative saranno allentate quando il CTS e i virologi ci diranno che lo possiamo fare, ma non è ancora il momento. Il divieto di manifestare? Non c’è divieto, ma divieto di accedere a Piazza Unità e io lo trovo sacrosanto. Anche chi manifesta deve rispettare alcune regole”.