Il Green Pass non basta e Draghi imita Conte. Misure in base ai dati. Per il premier la situazione è fluida. Interventi tarati sulla curva Covid

MARIO DRAGHI
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“È una situazione fluida e dobbiamo essere sicuri di avere fatto tutto per evitare che la pandemia si aggravi”. A parlare così all’indomani dell’approvazione del decreto sul Green pass e nel giorno della sua effettiva entrata in vigore, è il premier Mario Draghi che vede sempre più vicina l’uscita dal tunnel del Covid-19 (leggi l’articoloqui il video dell’intervento).

Tuttavia i nuovi decreti potrebbero non essere il punto di arrivo perché “che basti quanto fin qui fatto noi non lo sappiamo: tutto quanto viene fatto sulla base delle evidenze dei dati” ma “ci siamo presi l’impegno, tutti, che la scuola debba ricominciare assolutamente in presenza” e su questo “non arretreremo”. Parole pronunciate a Palazzo Chigi durante un incontro coi giornalisti in cui Draghi si è rivolto agli italiani: “Dico a tutti loro: vaccinatevi e rispettate le regole” perché solo così si riuscirà a salvare la salute pubblica e l’economia del Paese che, dopo la spaventosa crisi, “sta andando bene e si spera andrà meglio”.

CORSA AI TEST. Quel che è certo è che alla fine, dopo una battaglia interminabile tra le diverse forze che compongono la maggioranza, il Green pass è stato approvato ed è già entrato in vigore. Secondo i dati, ben due italiani su tre hanno già in tasca il certificato verde, sia pure quello valido solo per 48 ore e garantito da un tampone negativo. E proprio in vista del primo weekend di obbligo di presentazione del Green pass, è ripreso l’assalto alle farmacie e ai laboratori per eseguire i test, antigenici o molecolari.

Proprio qui i clienti si sono trovati una gradita sorpresa, scaturita proprio dal decreto, in quanto il prezzo dei test è stato fissato a 8 euro per i minorenni e a 15 per gli adulti. Nel decreto è stato deciso che dal 1 settembre, docenti e personale della scuola potranno lavorare solo se in possesso del Green pass. “Il mancato rispetto delle disposizioni è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento” si legge nel documento approvato giovedì.

NODI SCIOLTI. A vigilare sul rispetto della norma, come spiegato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, sono i dirigenti scolastici. Non solo. Nelle scuole resta l’obbligo di uso della mascherina, ad eccezione dei bambini di età inferiore ai sei anni, ai soggetti con patologie o diversità incompatibili con tali dispositivi. Più complicata e sfaccettata la soluzione adottata nel decreto in materia di trasporti. Anche qui l’entrata in vigore è per il 1 settembre e da quel momento sarà obbligatorio esibire il certificato verde su navi e traghetti interregionali, ad esclusione di quelli operativi nello Stretto di Messina.

Green pass che sarà richiesto anche su treni e autobus che collegano più di due Regioni. Salta, invece, l’obbligo per accedere ai mezzi del trasporto pubblico locale e regionale. Ma c’è di più. Il decreto varato in extremis, infatti, ha previsto anche l’aumento della capienza del servizio pubblico locale che passa dal 50% all’80% dei posti disponibili. Per quanto riguarda bar e ristoranti, il certificato verde sarà richiesto per le consumazioni al tavolo al chiuso mentre, soltanto per i primi, non sarà necessario per il servizio al bancone.

A vigilare sull’obbligo, come disposto dal decreto, saranno i titolari e i gestori dei locali. Novità anche per gli stadi che nelle Regioni in zona bianca potranno ospitare eventi e competizioni in presenza con capienza massima del 50% se all’aperto e del 25% al chiuso. Restrizioni che saranno crescenti in base al colore della Regione.

Leggi anche: L’appello di Draghi: “Vaccinatevi e rispettate le regole”. Il governo farà di più per la sicurezza sul lavoro. E sul Reddito di cittadinanza: il premier lo condivide in pieno.