Il Green Pass è indispensabile. Va messo in sicurezza il Paese. Parla la 5 Stelle Ianaro: “Obbligo vaccinale extrema ratio. Basta ambiguità dalla Lega, serve responsabilità”

Green Pass Angela Ianaro
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Angela Ianaro, membro M5S della Commissione Affari sociali e di quella delle Politiche Ue di Montecitorio, ritiene sia giusto estendere il Green Pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato?
“Come ha giustamente ricordato il presidente Giuseppe Conte, il Green Pass è lo strumento più indicato in questa fase della pandemia per raggiungere un tasso di vaccinazione che ci permetta di affrontare i prossimi mesi con maggiore tranquillità, evitando la risalita della curva epidemica”.

Crede che la Lega si metterà di traverso sull’estensione, se non in Cdm, in Parlamento dove alla Camera è in corso l’esame del secondo decreto sul Green Pass?
“La Lega in questo momento è dilaniata da una spaccatura interna: da una parte l’ala governista rappresentata dal ministro Giorgetti e dai governatori che con pragmatismo stanno difendendo l’uso del Green Pass e anzi lo cavalcano. Dall’altra c’è l’ala che invece continua a strizzare l’occhio alle piazze no green pass e no vax rappresentata da Matteo Salvini. Non so quale delle due anime prevarrà, ma quello che mi auguro è che questo scontro non si ripercuota sulla maggioranza. Siamo in un momento in cui la politica, almeno sui temi sanitari, dovrebbe dare dimostrazione di senso di responsabilità”.

Quali sono i punti qualificanti dei due decreti sul Green Pass che il M5S rivendica come frutto delle sue battaglie?
“Abbiamo lavorato in commissione Affari sociali e poi in Aula alla Camera per migliorare il decreto Green Pass uno. Ora stiamo facendo lo stesso con il Green Pass due. In particolare, abbiamo portato avanti gli emendamenti per estendere la validità del certificato a 12 mesi e introdurre i test salivari molecolari per avere il Pass. I test salivari molecolari possono essere un’alternativa molto valida e meno invasiva rispetto a quelli naso-faringei, con un elevato tasso di attendibilità. Abbiamo poi fatto approvare una norma per garantire l’accesso di familiari e parenti nelle strutture sanitarie e nelle RSA nonché nei centri di diagnostica e dei poliambulatori specialistici, limitando a riguardo la discrezionalità delle direzioni sanitarie”.

Per il privato c’è il nodo sui tamponi.
“Sono certa che governo e sindacati troveranno un punto d’incontro sul tema. Non credo che il governo permetterà che i costi dei tamponi di chi sceglie di non vaccinarsi ricadano sulla collettività. Discorso diverso per tutte quelle persone che non possono vaccinarsi non per scelta ma per motivi di salute. Per loro la strada è quella che abbiamo indicato con un emendamento a prima firma della nostra capogruppo Gilda Sportiello al Decreto Sostegni bis, grazie al quale è stato creato un fondo da dieci milioni di euro per garantire i tamponi antigenici e molecolari gratuiti”.

Smart working. Pare che sia partita una crociata per delegittimarlo.
“Credo che l’esperienza maturata in questi mesi di pandemia non vada abbandonata anche se ovviamente la materia necessita di una regolamentazione. Stime recenti indicano che cinque milioni di lavoratori italiani potrebbero restare in lavoro agile anche dopo la fine della pandemia. Il M5S è stato il primo a porre il tema, presentando delle proposte di legge sia alla Camera sia al Senato”.

Obbligo vaccinale. Cosa ne pensa?
“Per noi l’obbligo vaccinale rappresenta l’extrema ratio e quindi ci auguriamo che non sia necessario arrivare a un simile provvedimento”.

Terza dose del vaccino: ritiene sia decisiva?
“Credo ci siano due aspetti fondamentali da considerare. Uno è sicuramente quello di mettere in sicurezza i fragili e gli anziani ma c’è un aspetto più generale che non va trascurato ossia che se non affronteremo in maniera globale questa pandemia non ne usciremo mai. Non possiamo continuare a vaccinare solo una parte della popolazione e dimenticare i miliardi di persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose. Per questo rinnovo l’appello che porto avanti da tempo insieme al M5S e cioè che senza una sospensione temporanea dei brevetti che consenta un significativo aumento della produzione di vaccino per tutti i Paesi, anche quelli a basso reddito, non potremmo mai dire di aver vinto definitivamente questa battaglia. C’è bisogno di collaborazione a tutti i livelli. Senza un approccio olistico al problema potremo fare ben poco”.