Il Green Pass non vìola la Costituzione. Parla la giurista Carlassare: “L’obbligo è un falso problema”. La misura anti-Covid è giustificata dall’articolo 32 perché la Salute è interesse della collettività

Lorenza Carlassare
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Sul Green Pass non ci sono rilievi di costituzionalità”. A tagliare corto sulla questione è Lorenza Carlassare, costituzionalista e accademica italiana nonché professoressa emerita di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Padova.

L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro ma il Governo sta introducendo l’obbligo del Green Pass che sembra in contrasto con tale principio perché prevede perfino la sospensione dello stipendio. Sotto questo aspetto vede profili di incostituzionalità?
“Assolutamente no. La realtà è che il Green Pass, su cui tanti dibattono, non pone problemi di costituzionalità e anzi è utilissimo perché consente a tutti noi una maggior libertà di movimento ed è quindi una comodità”.

A chi sostiene che l’obbligo del Green Pass lede l’articolo 3 della Costituzione in quanto discriminerebbe tra cittadini vaccinati e non, cosa sente di rispondere?
“È semplicemente una scemenza. Quell’articolo protegge l’uguaglianza tra cittadini e vieta le discriminazioni arbitrarie o quelle legate al sesso, alla razza e quant’altro. Il Green Pass non fa nulla di ciò. Semmai sarebbe una discriminazione se consentissi a qualcuno di farlo e vietassi ad altri di ottenerlo, bloccando quest’ultimi dall’andare in qualche posto o di fare qualcosa. Tra l’altro, anche se non c’entra con la Costituzione, vorrei far notare che il Green Pass è funzionale anche alla ripresa economica perché evita restrizioni e chiusure”.

Riguardo al fatto che il certificato verde limiterebbe la circolazione delle persone, come la vede?
“La Costituzione, all’articolo 16, dice che quest’ultima può essere limitata per ragioni di sanità e sicurezza. È evidente che è proprio il caso attuale. Guardi a me sembra che si sia montata una storia sul nulla e non vorrei che sia stato fatto per parlare vista l’assenza di argomenti politici validi”.

Intanto c’è chi sostiene che l’obbligo vaccinale al posto del Super Green Pass avrebbe superato tutti questi rilievi. Lei che ne pensa?
“Questo è vero. Diciamolo in modo chiaro e tondo: la vaccinazione obbligatoria ci sarebbe dovuta essere. Stando all’articolo 32 della Costituzione, la Salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività e che nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per legge. In altre parole non possono obbligarmi a farmi un’operazione, anche se sono a rischio della vita, ma possono impormi l’obbligo della vaccinazione perché è in gioco l’interesse della collettività. Tra l’altro in Italia non sarebbe neanche una novità perché è già accaduto in passato, ad esempio con il vaiolo che è stato sconfitto proprio grazie al vaccino”.