Grido di dolore delle vittime dei disastri colposi. Dopo la tragedia, la beffa della giustizia negata: “La norma che blocca la prescrizione dopo il primo grado entri subito in vigore”

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La prescrizione? “Una vera e propria beffa”. Non ha dubbi il coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”, presieduto da Gloria Puccetti, che riunisce le associazioni dei familiari delle vittime dei principali disastri colposi verificatisi in Italia. Chiede a gran voce che la norma Bonafede, che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio entri subito in vigore e che, solo successivamente, si lavori ai correttivi per accelerare i processi. “La prescrizione è una sorte davvero inaccettabile per i familiari delle vittime perché prima lo Stato non è riuscito a prevenire queste tragedie e poi durante il processo non riesce ad arrivare a sentenza”, dice Claudio Di Ruzza, il pm che seguì il processo per il crollo di San Giuliano di Puglia.

I familiari delle vittime “vogliono conoscere la verità. Sapere perché si sono verificate quelle tragedie. Vogliono che si pervenga a una decisione di merito, non meramente formale”. Per questo ritengono che la norma Bonafede sia “determinante, perché una volta iniziata l’azione penale deve arrivare a sentenza”, aggiunge Di Ruzza. “La verità non si cancella con un colpo di spugna”, aggiunge Marco Piagentini, vittima lui stesso e rappresentante delle vittime della strage di Viareggio. “Quale verità ho avuto io che ho il 90 per cento di ustioni sulla mia pelle?”. Poi ci sono le associazioni vittime del Ponte Morandi. “Chi non vuole la verità ha qualcosa da nascondere”, accusa Egle Possenti. Come darle torto.

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