Grillo carica la polizia

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di Angelo Perfetti

A forza di alzare la voce si rischia di “steccare”. L’escalation di proteste, vituperi e minacce che ha contraddistinto la comunicazione di Grillo in questi ultimi giorni, ha tracimato. E lo ha fatto prenendo spunto da una presunta vicinanza tra le forze dell’ordine e la gente in piazza. Vicinanza che, seppur idealmente può esserci – la gente, si sa, è stufa di questo sistema mangiasoldi, e le forze dell’ordine sono tra le categorie di lavoratori peggiop pagate e più malmesse del Belpaese – non può travalicare quelle che sono le regole più elementari della democrazia. La tutela delle istituzioni, la difesa di esse è imprescindibile per non rischiare una deriva dittatoriale. E anche se le ragioni della protesta sono condivisibili, non è minando alla base le istituzioni che si potrà migliorare il Paese. cambiare gli interpreti non vuol dire sovvertire l’ordine. Ma Grillo cavalca anche il populismo, e insieme a tanti ragionamenti corretti e documentati ogni tanto decide di dare in pasto alla massa affamata anche qualche boccone da sbranare. Stavolta sono bastate poche righe, affidate come al solito ai social network, all’indirizzo di molti fan: Beppe Grillo ha chiesto alla polizia di “non difendere questi politici”. Grillo nella missiva alle forze dell’ordine e all’esercito esordisce cosi’: “Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso” mette in guardia Grillo che avverte: “La protesta di ieri può essere l’inizio di un incendio o l’annuncio di future rivolte forse incontrollabili”. Una miccia che rischia di dare definitivamente fuoco a quelle stesse polveri che il leader della grande forza politica che siede in Parlamento ammette essere “incontrollabili”. Ed è bufera, perché in molti leggono nel messaggio un gesto apertamente eversivo. “Farneticazioni”, grida subito il Pd con una serie di suoi esponenti. Grillo, secondo il partito di maggioranza relativa, “fa così perché ha già fallito” la sua missione di pulizia interna del sistema. Non tutti però la pensano come loro. Silvio Berlusconi lascia intendere con una dichiarazione in serata che a lui i motivi della protesta dei forconi in fondo non dispiacciono, e incontrerà i rappresentanti del loro movimento. Primo giorno di segreteria Renzi, l’Italia sembra entrare in una nuova crisi che investe soprattutto il mondo politico. “E’ imbarazzante – dice Renzi – quello che sta accadendo in queste ore. Grillo due anni fa derideva i poliziotti, ora li blandisce. E’ un tentativo di rompere la coesione sociale, di mandare tutto all’aria”. Contro il comico leader del Movimento 5 Stelle si schiera anche l’Ncd, il cui leader Angelino Alfano avverte che nessuno lascerà bruciare le città (è lui il ministro dell’Interno). Nel M5S il dibattito sull’appello di Grillo non scalda anche se, ad esempio, il senatore Francesco Campanella prende le distanze dal leader e afferma: “L’ira degli onesti, ancorché terribile, va sfogata nelle urne elettorali”.

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