Grillo dichiara guera a Equitalia: “Va abolita”

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dalla Redazione

Per Beppe Grillo la lotta contro Equitalia e una priorità, e sarà anche uno dei cardini della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle alle elezioni Europee. Il leader pentastellato la ha spiegato in una conferenza stampa, dopo un passaggio alla Camera. «Questo Paese -ha detto – sta franando nella sua matrice democrazia ed Equitalia è il simbolo di un rapporto criminogeno che ha questo Stato, che non esiste più con i cittadini che non esistono più».

Ma naturalmente è un Grillo a tutto campo, che inizia una lunga tirata e ne ha per tutti più o meno. Per Renzi,  definito «un pagliaccetto, un ragazzotto messo là dai poteri forti per continuare l’agenda tedesca. Per la Boldrini, «non ci stiamo più a farci convocare da una dilettante allo sbaraglio: la prossima volta se ne andranno loro».  Grillo annuncia di aver intenzione – o lui o militanti e parlamentari del M5S –  di esser presente alle vendite all’asta delle case pignorate. Ripete che «non è vero che Renzi ha abolito le province, ci sono 26 mila consiglieri in più, alla fine». Denuncia di nuovo la modifica del 416 ter, e l’abbassamento delle pene per i reati mafiosi, «perché Casson non dice niente, glielo chiedo?».

Sulla legge elettorale Grillo è beffardo, «si sono accorti che non vogliono più quella legge perché avvantaggerebbe noi», ha detto a proposito dell’Italicum. «Noi stiamo crescendo – ha aggiunto – non ci ferma più nessuno, questo è un virus».  E ancora: «I grandi guadagni del blog? Andate a vedere il mio 740, è pubblico.  Perché non lo andate a vedere? Da quando faccio politica il mio 740 è più o meno uguale a prima».

Ai giornalisti dice: «I vostri editori sono responsabili di cose tremende. Andateci a parlare. I giornali hanno i mesi contati. Mi seguite con delle telecamere come dei walking dead, con domande stupide. Io non sono l’avversario di Renzi, il candidato contro Renzi è la democrazia, l’intelligenza e l’onestà».

Il fondatore del M5s torna sulle polemiche scatenate dal suo post di ieri che parafrasava Primo Levi. Dice Grillo ai giornalisti: ««Non avete capito; non c’è nessun intento di offendere. Io   non ho mancato di rispetto a nessuno. La comunità ebraica dovrebbe cambiare il comunicatore «stupido e ignorante». E ancora: «Io non volevo fare il sarcastico su quella poesia di Primo Levi, io volevo rapportarlo ai tempi nostri. Perché la Shoah è dietro l’angolo, succedono ogni giorno, abbiamo Shoah da tutte le parti, non dobbiamo abbattere le difese, non ho fatto ironia su nulla. Se ci si fossilizza sul fatto che io uso la Shoah a scopi elettorali – ha sostenuto – è una menzogna che respingo. Io non chiedo scusa perché è una vostra interpretazione.. non c’era nessun intento di offendere».

Dice di non credere alle riforme, Grillo, perché «sono finte, sono solo sparate sui giornali». Sulle nomine parla di Emma Marcegaglia: «All’Eni va la Marcegaglia? Sappiamo già qual è la sua struttura mentale: lei è uno sponsor della biomassa. Non abbiamo un innovatore: abbiamo la strategia del fossile. Poi sarà anche una persona simpatica e per bene, anche se la sua famiglia qualche pendenza l’ha avuta…».  Mentre su Berlusconi e Dell’Utri è durissimo: «due persone che hanno condotto l’Italia al disastro» hanno fatto anche una fine «ignobile», «miserabile» non sono «neppure uomini». «Io al posto di Berlusconi sarei andato in prigione. Mi sarei fatto arrestare, che fine ignobile così».  Sul braccio destro di Berlusconi, arrestato a Beirut: «sapete benissimo che non tornerà mai in Italia perché è pericoloso. È pericoloso per lui. Fa una fine miserabile, come Berlusconi, un ometto che fa mezza giornata alla settimana ai servizi sociali»