Grillo ignora il caso delle firme false. E chiede il no al referendum contro “i serial killer del futuro dei nostri figli”

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Altro che il caso delle firme false del Movimento 5 Stelle a Palermo. Per Beppe Grillo la vera questione è il referendum. O almeno è il tema su cui porre l’attenzione per distoglierla dai problemi interni. In un post sul proprio blog il leader del M5S va giù duro: “Questa gente sono serial killer, questi qui attraverso questo involucro che hanno riempito di cazzate! cazzate! stanno espropriando il futuro, ma io me ne frego del mio futuro, ho 70 anni, ma stanno espropriando e rubando il futuro di vostro figlio, di vostro nipote. Tutti gli sforzi che abbiamo fatto in questi vent’anni, di proteggere l’ambiente, ma tutti i miei figli parlano di ambiente, di piste ciclabili, di biologico, di orti, hanno voglia di condividere esperienze di viaggi, la conoscenza”.

Nel corso del suo ragionamento, Grillo contesta in particolare un passaggio della riforma: “Se minimamente leggete tra le righe sull’articolo 17, la riforma del titolo V, c’è questa clausola di…. come la chiamano aspetta… la clausola di supremazia. Vuol dire che il governo avoca a sé tutti i contratti”. E il comico ribadisce: “Io che ho fatto l’ambientale, non l’ambientalista, io che ho trattato l’ambiente per vent’anni, parlavo di cose 20 anni fa, ho continuato a girare il mondo a vedere il tipo di energia e cambio di civiltà che ci sono stati, vedermi scippata da questi malati di mente io non posso… Devo avvisarvi, ripeto non ho più vent’anni ma devo avvisarvi”.

Ma nelPd la risposta è stata celere. “Il M5S non se la prendano se usiamo l’ironia: da Grillo davvero parole ‘ponderate’, un ragionamento ‘articolato’, una ‘analisi’ di quello che dice la riforma. Un suo più illustre collega, Totò, direbbe al comico genovese: ‘Ma mi faccia il piacere'”, ha dichiarato il deputato dem Edoardo Patriarca.