Grillo: Meglio Berlusconi che Renzi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il monologo di Beppe Grillo sul palco del Circo Massimo è cominciato così: “Io vi devo chiedere scusa perché quando sono andato a incontrare Matteo Renzi ho agito d’istinto. Adesso lo prenderei così, per la testa, e gli direi Matteo per favore fai presto a distruggere il Paese, vai più veloce, noi abbiamo bisogno di uno shock, e questo shock sta arrivando: è il job act. Lo hanno fatto i tedeschi nel 2003. Vuol dire prendere uno che ha un lavoro normale, licenziarlo e mettere tre precari al suo posto. La Germania, questa grande Germania che ci dà lezioni di etica, negli ultimi 10 anni come crescita è stata un disastro: l’11 per cento, vuol dire niente. La Germania non è la grande locomotiva d’Europa: è all’undicesimo posto su sedici nella crescita e dà lezioni in Europa. Non abbiamo niente da imparare da loro. In Germania il nero è di 350 miliardi, sono peggio di noi. Ci sono mafia e camorra e non se ne accorgono. Io vorrei un reddito di cittadinanza, a prescindere, per tutti, poi se vuoi lavorare o no… chi se ne frega. Oggi il lavoro lo fanno le macchine, non gli uomini. Tutto ciò che è lavoro umano è tassato, mentre il lavoro che fanno le macchine è in nero”.
Prima di salire sul palco per il discorso ufficiale, il garante dei 5 Stelle aveva già regalato un assaggio del suo piatto preferito e scagliato una prima frecciata contro il capo del governo: il premier – aveva detto riferendosi al calo delle tessere nel Pd – è un leader senza base, noi siamo una base senza leader. Nel Movimento non c’è nessun problema di leadership. Nel M5s vige la regola dell’uno vale uno”.

BERLUSCONI E NAPOLITANO
“Io preferisco un Silvio Berlusconi – ha detto Grillo – che combatte per le sue aziende e che è un nemico dichiarato, a quei finti amici della sinistra che per vent’anni hanno fatto i c…i loro”.

Poi Grillo è tornato a polemizzare sulla mancata concessione a due boss mafiosi di assistere alla testimonianza del presidente della Repubblica: “Hanno impedito a Bagarella e a Riina di assistere alla deposizione di Giorgio Napolitano: era troppo per loro sopportare Napolitano dopo aver sopportato anche il 41 bis”.