Grillo riorganizza il Vaffa day. E il primo è per Casini

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di Fabrizio Gentile

Non si sono mai amati, ma oggi la scarsa stima reciproca ha prodotto uno scambio di colpi degni di un ring. Parliamo di Casini e Grillo, ormai ai ferri corti, e non solo istituzionalmente. Era stato il leader dell’Udc, lunedì, a dare fuoco alle polveri con una serie di battute al duo che guida il movimento cinque stelle. La risposta arriva sul blog dell’ex comico, con un post al curaro intitolato “Casini, vecchio battone”. Casini aveva detto che Grillo e Casaleggio “sono una gigantesca struttura economica e finanziaria”. Replica Grillo: “Lui invece dietro ha solo Caltagirone”. Casini: “La gente se ne fotte del MoVimento 5 Stelle”. Grillo: “Infatti lo ha votato come primo gruppo politico alle elezioni nazionali di febbraio, di Casini invece la gente non se ne fotte proprio e infatti lo ha premiato con percentuali da prefisso telefonico. Azzurro Caltagirone senza Monti non sarebbe neppure in Parlamento”. Casini aveva detto: “Battiamo il marciapiede da una trentina d’anni”. Grillo commenta velenoso: “Ma questo lo sanno tutti, come Casini ha battuto i marciapiedi della politica, nessuno mai”. Poi, per completare l’opera, lancia su twitter l’hashtag casiniuomodamarciapiede. La controreplica del leader centrista arriva dopo pochi minuti: “Grillo pensa di poter insultare tutti e di intimorire mezza Italia, ma con me non attacca. Io con la politica non mi arricchisco; lui e Casaleggio col M5S, si’”. Oltre allo scontro con il capo dell’Udc, Grillo pensa anche alle elezioni. “Le elezioni in Italia sono come la vecchia pubblicita’ dei Pavesini. E’ sempre l’ora delle elezioni”: Ma “i costi di questo stillicidio sono incalcolabili. Nessun governo ha mai provato ad unire le diverse consultazioni” afferma il leader del M5S secondo il quale “Comunali, politiche e regionali dovrebbero tenersi in un’unica sessione”. E lancia l’idea del “Giorno Unico del Voto”: “suona bene”. “Comunali, politiche e regionali con l’introduzione di macro regioni (attualmente 11 regioni su 20 hanno meno di due milioni di abitanti), è la proposta. Le provinciali, invece, vanno abolite da subito. I comuni sotto i 5.000 abitanti vanno accorpati. “Nulla di tutto questo è previsto, le greppie del potere devono rimanere in vita e, se possibile, moltiplicarsi. Consigli, assessori, sindaci, presidenti, una folla – sottolinea Grillo – che dipende dalla politica”.