Grillo si scaglia contro il Fatto: falsi amici

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dal Blog di Beppe Grillo
“Possente campagna sul Fatto Quotidiano, che ha sostituito l’Unità come organo del PD (menoelle, ndr), ricca di battute e insulti contro Beppe Grillo (nuovo leghista…) e parte della rete M5S che non si prostra alle gonnelle piddine e al’ipocrisia del momento sul tema immigrazione. Con articoli di basso livello e mediocri ricchi di insulti, velate porcate e accuse di xenofobia, borghezio oriented e invito a mandare a fare in culo i garanti dell’M5S, nonchè sobillare i nostri senatori e deputati. Inutile linkare, potete andare a leggere sul loro sito. Sempre vero: meglio nemici diretti, che falsi amici. Posso solo non acquistare il Fatto quotidiano; più serio comprare l’Unità o nulla (come faccio da tempo), giornale di partito non mascherato che non ti prende per il culo”. Firmato Ernesto Leone Tinazzi
Così dopo Milena Gabanelli, attaccata per un servizio considerato poco equilibrato, arriva un nuovo diktat: «anche i giornalisti del Fatto non sono nostri amici». Dal profilo Twitter di Grillo parte anche un attacco personale ad Andrea Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano «Non mi sono mai candidato in Forza Italia. Andrea Scanzi dice il falso», firmato Gianroberto Casaleggio. Il guru non ha gradito un corsivo di Scanzi dal titolo «M5S, il post disastroso di Grillo & Casaleggio», nel quale si ricordava una vecchia candidatura di Casaleggio per una lista civica considerata vicina al centrodestra.

Il pensiero di Marco Travaglio
“Sulla clandestinità, i due capi dei 5Stelle hanno perso un’occasione per tacere. Invece di scomunicare i loro bravi parlamentari, dovrebbero elogiarli per il servigio reso all’Italia, e poi fermarsi a ragionare a mente fredda, interpellando qualche esperto della materia, per riempire il vuoto programmatico su un tema cruciale come questo”.

Il pensiero di Andrea Scanzi
“Casaleggio mi accusa di dire il falso sulla sua candidatura in Forza Italia. Uh oh. Vedo che anche lui, in mancanza di appigli migliori, gioca alla pagliuzza e alla trave. Come un D’Alema qualsiasi. Vero: tecnicamente non si candidò in Forza Italia. Chiedo scusa per la gravissima semplificazione: mi autopunirò guardando in loop un video qualsiasi su Gaia. Casaleggio si candidò però in una lista civica, nel 2004, a Settimo Vittone nel Canavese. Quella lista, “Per Settimo”, era capeggiata da Vito Groccia, “politico calabrese vicino a Forza Italia”. Ops. Casaleggio partecipò alla stesura del programma, si impegnò in prima persona e ottenne un risultato rutilante: sei voti e niente elezione. Tale ricostruzione della candidatura di Casaleggio è persino generosa nei suoi confronti, ma io in fondo sono un buono”.