Il Parlamento europeo batte un colpo e lancia un primo segnale a Donald Trump che ha minacciato di dazi i Paesi che hanno “osato” inviare dei contingenti in Groenlandia. Oggi sarà formalizzata, a margine della Plenaria a Strasburgo, la sospensione da parte del Pe dell’accordo Ue-Usa siglato in Scozia sui dazi annunciata dal leader del Ppe, Manfred Weber. E, come da copione – in ossequio ai diktat di Trump e confermando tutta l’ambiguità nei confronti della linea dell’amministrazione Usa – l’Italia di Giorgia Meloni si è smarcata assieme a diverse delegazioni dei Patrioti.
Il Parlamento europeo decide di stoppare l’intesa sui dazi ma l’Italia di Meloni si smarca
“Penso che sia un errore sospendere l’accordo sui dazi con gli Usa, è una mossa contro l’interesse europeo. Non è l’accordo perfetto, ma ha funzionato, quindi credo che sia una scelta poco intelligente: è una decisione di pancia e non di testa”, ha detto il capogruppo di Ecr al Parlamento europeo, Nicola Procaccini di FdI. Lo stesso Procaccini che si è anche opposto all’uso dello strumento anti-coercizione nei confronti degli Usa di Trump. Il patto di Turnberry, siglato il 27 luglio da Ursula von der Leyen e Trump, era stato definito una “polizza assicurativa” da Bruxelles, un “accordo colossale che fa la storia” nella narrazione dell’America First.
Con l’intesa di Turneberry l’Ue ha messo sul tavolo 750 miliardi di dollari di acquisti dagli Usa tra armi e gnl
L’Ue ha messo sul tavolo 750 miliardi di dollari di acquisti energetici dagli Usa entro il 2028 – gnl in testa, insieme a petrolio e nucleare – e 40 miliardi destinati a chip IA a stelle e strisce per i centri di calcolo europei. Sul fronte sicurezza, si è consolidato l’impegno continentale ad aumentare gli acquisti di armamenti Usa, in linea con l’intesa Nato sull’aumento delle spese per la difesa al 5% del Pil. Nella versione della Casa Bianca, l’Ue avrebbe poi assicurato che le Big Tech resteranno escluse da qualsiasi tassa web. Dopo le nuove minacce del tycoon sulla Groenlandia, tutto potrebbe tornare in discussione.
A favore dello stop all’intesa sui dazi si sono schierati Popolari, Socialisti, Liberali, Verdi, Movimento Cinque Stelle. “Accogliamo con favore la sospensione del processo di ratifica degli accordi sui dazi con gli Stati Uniti negoziato male e di fretta da Ursula von der Leyen in Scozia. La reazione di Fratelli d’Italia, attraverso le parole del Presidente di Ecr Nicola Procaccini, non stupisce. Da tempo si sono tolti la casacca per la quale dovrebbero giocare, e cioè quella italiana ed europea, per indossare quella a stelle e strisce”, ha detto Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo.
In Italia le opposizioni chiedono che Meloni riferisca al Parlamento
Come già chiesto con una lettera inviata direttamente ai presidenti dei due rami del Parlamento, le opposizioni sono tornate ieri a chiedere in Aula che Meloni svolga comunicazioni alla Camera e al Senato prima del Consiglio straordinario Ue di giovedì. Perché, è il motivo alla base della richiesta, è necessario che il Parlamento conosca qual è la linea dell’Italia che la presidente del Consiglio porterà a Bruxelles sulla Groenlandia e sui dazi annunciati da Trump.
“La sospensione dell’intesa sui dazi con gli Usa sarebbe un primo segnale di dignità. L’Europa non può accettare ricatti su Groenlandia, Ucraina o Gaza. Il suprematismo predatorio di Trump va contrastato con una risposta netta: diritti, democrazia e pace non sono negoziabili. L’Italia deve uscire dal servilismo atlantico e tornare a essere protagonista di un’Europa libera e autonoma. Basta baratti su armi e gas liquido”, ha detto Marco Grimaldi di Avs.
M5S: “Altro che patrioti, sono liquidatori della patria”
Quanto sta facendo Meloni, è l’accusa lanciata da Chiara Appendino di M5S, “non è governare, è trasformare palazzo Chigi nella dependance di Trump. Meloni ha il dovere di dirci cosa dirà al tavolo in Ue e risparmiateci la retorica di Meloni pontiera, una favoletta già finita, lo abbiamo visto con i dazi americani. Essere patrioti è una cosa seria, significa difendere la patria, ma la nostra patria non quella a stelle e strisce. Se vi presenterete ancora a testa china voi sarete i liquidatori di questa patria”.
“Per Meloni non bisogna fare nulla, se non invitare gli europei a dialogare con Trump”, ha detto Peppe Provenzano, responsabile esteri del Pd. “Invece di mediare il governo obbedisce, la sua accondiscendenza ha portato a dazi che sono un danno. Ma c’è un fatto nuovo: c’è un pezzo di Europa che per la prima volta vuole reagire e le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno. L’Italia invece di stare in prima linea invita a chinare il capo e questo è il contrario del patriottismo, è vassallaggio contro i nostri interessi nazionali”.