Gualtieri manda i disabili in bolletta. Dimenticati i fondi per i caregiver. La Regione ha già erogato i soldi al Campidoglio

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Una rondine non fa primavera. Ne sanno qualcosa, a Roma, i disabili gravissimi alle prese con i ritardi, fino a tre mesi, nell’erogazione dei fondi per i non autosufficienti loro destinati. Il sindaco, Roberto Gualtieri, però è riuscito a trovare il tempo per un’ordinanza per la salvaguardia dei nidi di rondini, balestrucci e rondoni. I volatili considerati nell’ordinanza sono specie che il progetto di monitoraggio italiano ornitologico considera “in via di rarefazione”.

A Roma i disabili gravissimi alle prese con i ritardi, fino a tre mesi, nell’erogazione dei fondi destinati ai non autosufficienti

Senza dubbio una questione importante, ma forse non prioritaria rispetto al sostegno delle persone non autosufficienti. Per i disabili tecnicamente il fondo viene erogato dalla Regione Lazio al Comune di Roma il quale procede a inoltrarlo alle famiglie assegnatarie nelle graduatorie attraverso i servizi sociali municipali. Il passaggio dall’ente regionale a quello comunale è già avvenuto da tempo e nelle tempistiche previste.

Non è chiaro, quindi, come sia possibile il ritardo nel passaggio dall’ente comunale alle famiglie e così provano a metterci una pezza. Dal Campidoglio fanno sapere che in questi giorni sono stati trasferiti ai municipi i fondi, i quali coprono i sei mesi di contributi destinati a chi è già in graduatoria, per una somma complessiva di poco più di 11,7 milioni di euro. Intanto i servizi sociali municipali contestualmente stanno effettuando una ricognizione dei bisogni in vista della riorganizzazione prevista dalla delibera regionale che recepisce un decreto della presidenza del consiglio dei ministri del novembre del 2019.

“È gravissimo il ritardo che si sta verificando, ma quello che più preoccupa è che cosa accadrà nei prossimi mesi quando i contributi dovranno essere rimodulati”, spiega la consigliera di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio, Chiara Colosimo. Dal primo luglio infatti il calcolo del contributo dovrà tenere conto di tutti i sostegni rivolti alla persona affetta da disabilità e il rischio è che “gli assegni possano dimezzarsi, passare da 800 a 400 euro ad esempio. Ci sono famiglie che fanno affidamento su questo sostegno magari per pagare l’assistenza domiciliare”, sottolinea Colosimo, la quale annuncia battaglia e chiede la convocazione di una commissione Trasparenza sul tema per chiedere all’assessora alle Politiche sociali del Lazio, Alessandra Troncarelli, “quali scenari si prospettano per le famiglie a partire da fine giugno”.

La replica arriva immediata: “è stata appena licenziata una delibera di giunta che semplifica l’iter burocratico per l’accesso al contributo, prevedendo che tutti gli utenti, già in carico, non debbano ripresentare la domanda per la successiva annualità, salvo nei casi in cui sopraggiungano comunicazioni legate a cambiamenti dell’Isee, dei dati anagrafici o legati all’attivazione di ulteriori servizi. Tutte le persone che hanno visto accolta la domanda presentata nel 2021 – si legge in una nota – riceveranno il contributo previsto. Le domande non saranno più annuali e potranno essere presentate in qualsiasi momento in tutti i Municipi, a partire dal primo luglio 2022, senza più una scadenza temporale”.

Infine per la prima volta Roma Capitale parteciperà attivamente al finanziamento stanziando con propri fondi ulteriori 4 milioni di euro, che si aggiungeranno a quelli già previsti dal fondo nazionale per la non autosufficienza e dalla Regione Lazio.