Con Gualtieri piove sul bagnato. Tombini tappati e Roma si allaga. Sul web dilagano le foto di strade sommerse e disagi. Ironia M5S: “Meno male che sono i Migliori”

Gualtieri Roma
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Sembra proprio che il piano di pulizia straordinaria di Roma, con fiore all’occhiello l’operazione “stura tombini”, faccia acqua da tutte le parti. Dopo il flop della raccolta dei rifiuti testimoniato dai cittadini imbufaliti e dai cassonetti stracolmi, la nuova rogna per Roberto Gualtieri è arrivata con i primi acquazzoni che hanno letteralmente mandato sott’acqua la città. Quello degli allagamenti è un male atavico che non ha risparmiato nessuna amministrazione ma che quest’anno, complici le promesse elettorali e il tanto declamato piano anti allagamenti, i romani speravano finalmente di potersi mettere alle spalle.

Un sogno spezzato dai diluvi di giovedì quando, tanto per rendere l’idea della situazione, alla centrale operativa della polizia locale di Roma Capitale sono arrivate oltre 70 richieste di aiuto di cittadini che hanno lamentato i più disparati disagi. Un disastro documentato anche dai social network che sono invasi di immagini e video che mostrano strade allagate, tombini trabordanti, rallentamenti alla viabilità, macchine in panne, autobus deviati su percorsi alternativi, e, per non farsi mancare nulla, le immancabili cadute di rami.

Insomma un disastro, per giunta preannunciato degli esperti con apposito allerta meteo, che non sembra aver scalfito il sindaco che sulla vicenda non ha proferito parola. Anzi, all’indomani dei disagi è andato a Ostia, al fianco del governatore Nicola Zingaretti, a inaugurare il nuovo playground realizzato da Ater Roma e i cantieri destinati alla riqualificazione dei fabbricati Ater in via Baffigo e via della Corazzata.

PROMESSE VANE. Quel che è certo è che restano le immagini della città sott’acqua, con annessi timori per i prossimi giorni con il tempo che non sembra promettere nulla di buono. Si tratta di scene già viste che dimostrano quanto sia complicato passare dalle promesse, tipiche della campagna elettorale, ai fatti. A ricordare come stanno realmente le cose è il consigliere comunale M5S di Roma, Daniele Diaco, che senza mezzi termini segnala come “l’operazione stura-tombini di Gualtieri non sembra andare proprio a gonfie vele, a giudicare dalle foto…”.

Per il pentastellato si tratta di un caso eclatante e su cui non si può far finta di niente perché “loro erano ‘quelli bravi’, quelli che avrebbero ‘ridato lustro a Roma’! E invece basta un giorno di pioggia per allagare tutto, e tocca ai cittadini fare il lavoro dell’Amministrazione”. Difficile dargli torto visto che l’8 giugno scorso, con un post su Facebook, l’allora candidato sindaco Gualtieri pubblicava delle immagini con un tombino che ribolliva d’acqua in una strada allagata e per questo ironizzava: “Se si continua a non tener puliti i tombini, rischiamo di dover farci prestare il Mose da Venezia”.

Diventato primo cittadino, la musica non è cambiata tanto che il 2 novembre il dem raccontava che da un vecchio appalto Simu per il giubileo della Misericordia del 2015, mai attivato dalla Giunta Raggi, erano arrivati i 5 milioni di euro immediatamente stanziati per la pulizia delle strade, dei tombini e delle caditoie della Capitale.

Proprio quel giorno il sindaco presentava in Campidoglio il nuovo Piano per la pulizia straordinaria della Capitale raccontando che “dalla prossima settimana nove aziende private cominceranno gli interventi, e diventeranno 12 da dicembre”, illustrando le prime 13 aree della città, tra quelle più colpite da allagamenti e intasamenti, dove verrà introdotto un nuovo metodo coordinato di lavoro che prevede prima il passaggio delle ditte che si occupano della cura del verde e delle aiuole, poi dell’Ama per la pulizia straordinaria delle strade, infine le ditte che si occupano di tombini e caditoie. Un piano che, evidentemente, non ha dato i frutti sperati visto che i disagi continuano a ripetersi.

TRASPORTI IN TILT. Ma a Roma i guai sembrano non finire qui. Nelle ultime ore è esploso anche il caso delle “metro e dei tram” per il quale, secondo quanto afferma il consigliere M5S, Paolo Ferrara, “il Pd è già nel panico!” con “l’assessore Patanè che si è reso conto adesso che ai treni della metro A andava fatta la revisione, e ora la principale linea romana rischia lo stop”. Un dramma da scongiurare a tutti i costi per il quale, spiega il pentastellato, “la soluzione che ha trovato Patané” è quella di “supplicare il Ministero di dargli una proroga di 10 mesi… sperando che in questo periodo riesca a metterci una pezza”.

A preoccupare il consigliere M5S anche il fatto che “nel frattempo ci sono decine di tram da rimettere su strada, e i controlli da fare a bordo, e tanto altro… ma pare proprio che i dem abbiano già perso il controllo della mobilità romana”. Un disastro che, sempre secondo Ferrara, al momento viene scongiurato “dai 425 milioni stanziati dal governo” che “sono stati sbloccati solo grazie alla giunta Raggi”.

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