Guerra al partito della Nazione. Ncd alle primarie del Pd fa insorgere la minoranza dem. Ma i ministri centristi a caccia di uno strapuntino accanto a Renzi ci sperano

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di Lapo Mazzei Francesco Rutelli, che giusto sabato torna ufficialmente sulla scena politica attiva pur sostenendo di non volersi candidare a sindaco di Roma, sostiene che non c’è “un modello di primarie stabilito per legge. E’ meglio fare le primarie perché è un processo di coinvolgimento utile, quanto più la gente partecipa meglio è”. Già, bella teoria per uno che non ama affatto l’idea del partito della Nazione, cara al premier Matteo Renzi. Peccato che i fatti di queste ore sostengano il contrario. Soprattutto a Napoli dove si narra che un tentativo per creare un mini partito della Nazione ci sarebbe già stato stato. Protagonista un candidato Ncd alle primarie del centrosinistra napoletano. Poi lo stop. Troppe polemiche. Resta, al momento, l’avvio di un confronto tra dem e centristi in vista delle amministrative. A Napoli, come in altre città. Gli alfaniani starebbero valutando il possibile sostegno a candidati del Pd definiti “potabili”, come Sala a Milano, accanto a proprie liste ma rigorosamente in alternativa al centrodestra. L’altro giorno ne avrebbero parlato in una riunione ad hoc i vertici dell’ Ncd. Dentro il puzzle delle alleanze per le amministrative sarebbe nato il caso sul candidato Ncd alle primarie di Napoli. Le indiscrezioni portano ai nomi di Raffaele Calabrò, già deputato, e a quello del sottosegretario e coordinatore regionale campano di Ncd, Gioacchino Alfano. Ieri è stato proprio Alfano a smentire la notizia di una partecipazione dei centristi alle primarie del centrosinistra. Ma il sottosegretario aveva usato altri toni e parlato di eventuali “primarie di coalizione con la partecipazione principale delle forze politiche che sostengono il buon lavoro del governo Renzi” e della “occasione delle comunali” come “laboratorio per organizzare questa nuova forza in maniera strutturata”. Roba da partito della nazione insomma. E non a caso la minoranza Pd è subito insorta schierandosi contro. E magari potrebbe trovare proprio in Rutelli – che non ha ancora fatto pace con Renzi – il suo un novo leader.