Diritti Serie A, siamo nella giungla

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di Marco Castoro

L’autogol dei diritti sul calcio sta logorando Sky e Mediaset. Mentre le società della Serie A si sono apparecchiati il banchetto nuziale e già si leccano i baffi pensando al miliardo che entrerà in cassa (solo la Premier League costa di più). I due colossi, pur di far fuori il competitor, hanno messo sul piatto più soldi sulla piattaforma dell’avversario. Sky ha offerto di più su entrambe le piattaforme (digitale e satellite) ma siccome l’Agcom vieta il monopolio una dovrà lasciarla agli altri. Ovviamente le società di calcio non gli permetteranno di mollare il digitale perché è lì che Sky ha offerto più soldi. Morale della favola: all’emittente di Murdoch andrebbe il pacchetto con le squadre big sul digitale mentre a Mediaset l’altro pacchetto per il satellite. Con Sky che deve così attrezzarsi noleggiando un multiplex che ospiti i canali pay, mentre Premium fa parte di TivùSat e quindi si attrezzerebbe lì. Nessuno però pensa a come possano prenderla i telespettatori.

L’abbonato è tartassato
Una confusione degna di una Babele. A che serve abbonarsi a Sky o a Premium se poi le piattaforme sono diverse? Se poi occorre un altro decoder? Non resta che sperare che l’AgCom e la Lega Calcio (che però non vuole rimetterci un centesimo) autorizzino la subcessioni dei diritti, in modo da rimettere le cose a posto con uno scambio di piattaforme tra competitor. Magari, chissà, nella trattativa potrebbe finirci anche una subcessione dei diritti della Champions League che nella prossima stagione sarà ancora di Sky ma che in seguito per i tre anni successivi finirà in esclusiva a Mediaset. La Lega deciderà domani. Intanto sia Sky sia Mediaset si sono cimentate in diffide e controdiffide nei confronti della Lega per paura che le regole non vengano rispettate o di una turbativa d’asta. Esiste il rischio che la gara venga annullata e vada rifatta. Addirittura è venuto Murdoch in Italia, accompagnato da Zappia, per andare in visita da Renzi, con la promessa di un investimento di oltre 40 milioni di euro che porterà lavoro a oltre 7 mila giovani. È sembrata la classica visita di cortesia al sultano che può metetrci una buona parola.

Il poverello di Fo peggio del telefilm
Ti amo troppo per dirtelo, il film trasmesso da Canale 5 si è aggiudicato l’ascolto più alto tra i programmi di prime time di domenica (2.707.000 e il 13.12% di share). Al secondo posto il telefilm Hawaii Five-0 andato in onda su Rai2, con 2.206.000 telespettatori e uno share del 10.47%. Su Rai1 il recital di Dario Fo Francesco lu Santo è stato seguito da 2.080.000 telespettatori con il 10.82% di share. Ottimi i dati del satellite (3,8 milioni e 18% di share). Grazie anche all’effetto Mondiali.