Guerra ai clan, boom di interdittive antimafia. Dal 2014 al 2020 i provvedimenti delle Prefetture aumentati del 70%. C’è maggiore cooperazione tra uffici governativi e investigatori

Clan Garofoli
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Da Nord a Sud i clan continuano a stringere i loro tentacoli attorno all’economia e alla società italiane. Il Paese ha però sviluppato anche notevoli anticorpi, utili a sbarrare il passo alla criminalità organizzata, tanto che, tra il 2014 e il 2020, vi è stato un aumento del 70% delle interdittive antimafia emesse dalle Prefetture. A sottolinearlo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Garofoli (nella foto).

Quest’ultimo ha sostenuto che tale incremento, a suo avviso, è dovuto alla maggiore capacità professionale dei soggetti preposti all’adozione di questi misure, “che va rafforzata”, e alla cooperazione tra autorità prefettizia e investigative. “Purtroppo – ha poi aggiunto nel corso del suo intervento che ha chiuso i lavori dell’ultima giornata del corso di formazione della Scuola Superiore della Magistratura, dal titolo “Prevenire il condizionamento criminale dell’economia: dal modello ablatorio al controllo terapeutico delle aziende”, che si è svolto a Palermo a Palazzo Steri – il terzo motivo è quello per cui i tentativi di infiltrazioni semplicemente crescono sempre più”.

“Tre sono i grandi temi che emergono – ha specificato Garofoli – la coerenza tra l’esigenza della prevenzione anticipata e l’esigenza della prevedibilità, la bilanciabilità con la necessità di un maggior contraddittorio, e coniugare le esigenze della prevenzione con la continuità aziendale e la bonifica terapeutica dell’azienda laddove è possibile, che a mio avviso possono coesistere”.