Guerra fredda tra M5S e Rousseau. Riappare Grillo e prova a mediare. Il Garante fa il pompiere: mano tesa a Casaleggio. “Servono visioni e non divisioni, la porta resta aperta”

GRILLO CASALEGGIO
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Dopo aver annunciato la presentazione per mercoledì del manifesto ControVento con principi e valori per “ritornare a volare alto”, l’associazione Rousseau comunica che la piattaforma ottiene il punteggio massimo in sicurezza sia per la crittografia sia per la gestione dei dati degli iscritti. Secondo i dati di Digital Democracy Report 2021 la piattaforma, si legge sul blog delle Stelle, risulta “tra le migliori al mondo”. Ma la notizia non suscita alcuna reazione tra le truppe pentastellate.

La verità è che tra Davide Casaleggio e il Movimento Cinque Stelle è sempre più guerra aperta. “In realtà si tratta ormai di una sorta di guerra fredda che va avanti da mesi. Era inevitabile che si consumasse una rottura, ma non ci si aspettava uno strappo così eccessivo, tanto da trasformare Rousseau in un nuovo soggetto politico”, ha dichiarato in un’intervista a iNews24.it la deputata grillina Mirella Liuzzi. Luigi Di Maio ammonisce sulla necessità di rimanere uniti e dice no a quelle che definisce “inutili scorribande politiche”. E soprattutto scende nuovamente in campo Beppe Grillo.

Il Garante, ancora una volta, indossa le vesti del pompiere e lancia una sorta di galateo con cui invita a spegnere ogni polemica e a far rientrare le asprezze del momento. Un ramoscello d’ulivo teso ai ribelli e a Casaleggio. L’auspicio per una risoluzione pacifica della contesa. Sotto il titolo “Modeste proposte per la comunicazione” ribadisce un principio di “condotta”, vale a dire il nuovo teorema del “o con le buone, o con le buone”. Una “retorica positiva” e una rivoluzione anche nel linguaggio, fatto di parole autoctone, “basta inglese” e abolizione degli acronimi: con una sola eccezione, “il MiTe, il ministero mite, il ministro mite, la transizione mite e coraggiosa”.

Grillo che si firma “l’elevato antropologo” sceglie di farsi ritrarre con in testa una corona di alloro, simbolo di virtù, saggezza e sapienza. E tutto il suo discorso parte da un “principio capitale” che recita: “Chi non capisce, ha sempre ragione. Chi ha sempre ragione, non capisce”. Partendo dal presupposto che la Transizione ecologica “si farà con tutti. O non si farà”, e che l’obiettivo da traguardare, il 2050, “è di tutti”, nel nuovo vocabolario del M5s – sostiene il Garante – devono quindi entrare una serie di nuovi imperativi come “visioni, non divisioni; includere, non escludere; disapprovare, non attaccare; correggere, non punire; la porta è sempre aperta, mai chiusa; tutti sono in buona fede, o fare come se lo fossero; mano tesa, non pugno chiuso; benevolenza, non malevolenza”.

Ma la bufera fuori resta. Nella loro replica al collegio dei Probiviri, che ha notificato il provvedimento disciplinare, gli espulsi M5S chiedono “immediata reintegrazione” e archiviazione del procedimento disciplinare in quanto “erroneo, infondato, illegittimo, iniquo ed ingiusto”. Nella contestazione si fa notare, tra l’altro, la posizione di “conflitto d’interesse” della Probivira Fabiana Dadone, ministra nel governo a cui gli espulsi non hanno dato la fiducia. All’ex premier si continua a guardare come a colui che potrebbe rimettere assieme i pezzi del puzzle.

“Sono certo che Giuseppe Conte, grazie alla sua capacità di mediazione, saprà fare una sintesi di tutte le posizioni e dare nuovi orizzonti al Movimento”, ha detto Federico D’Incà. “Nel Movimento Cinque Stelle sono giornate di ‘vento e controvento’ – ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, riferendosi alla rottura con Rousseau -. Faccio appello a tutti perché si possano chiudere porte e finestre, si evitino correnti d’aria e si possa sedere tutti assieme a un tavolo per risolvere le questioni”.