La guerra in Medio Oriente sta causando la “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale”, costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l’Agenzia internazionale per l’energia. Nel suo ultimo report mensile, l’Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.
Lo stretto di Hormuz rimane chiuso. Crolla la produzione di petrolio
“Senza una rapida ripresa dei flussi di spedizione” attraverso lo stretto di Hormuz “le perdite” di petrolio “aumenteranno”, incalza l’Aie. Ma su quest’ultimo fronte non ci sono molte speranze. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno promesso di mantenere chiuso lo strategico Stretto di Hormuz, dopo l’appello del nuovo leader della Repubblica Islamica, l’ayatollah Mojtaba Khamenei. Intanto il petrolio è tornato a correre sopra i 100 dollari. I mercati restano così sotto pressione, con il Ftse Mib di Milano che ha chiuso in calo dello 0,7%. L’Italia, intanto, parteciperà al rilascio coordinato di una quota delle proprie riserve petrolifere di emergenza. Lo dichiara il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il quantitativo previsto per il nostro Paese è pari a 9 milioni e 966 mila barili.