Guerra sulle case popolari a Milano. E ora Stefano Parisi vuole moralizzare l’Aler. Come? Con un condannato infilato nella lista di Fratelli d’Italia

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Maledette liste. Ci finisce sempre dentro di tutto e poi ci va di mezzo il candidato sindaco. È successo in questi giorni a Stefano Parisi, l’ex manager che il Centrodestra ha buttato nella mischia per stoppare Giuseppe Sala e che nei sondaggi riservati sta risalendo in maniera costante. Parisi è andato in televisione a dire che a Milano, dopo i cinque anni di giunta Pisapia, “bisogna riportare la legalità, che è stata un po’ dimenticata”. Ma come esempio concreto gli è venuto in mente il peggiore che potesse citare: “Nelle case popolari Aler ci sono palazzi dove il 40% degli alloggi è occupato”. Il problema è che nella lista di Fratelli d’Italia, che lo sostiene, hanno infilato anche Marco Osnato, condannato in primo grado a sei mesi di reclusione per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. E che mestiere fa Osnato? È direttore dell’area gestionale proprio dell’Aler. Secondo i pm avrebbe imposto un frazionamento fittizio delle gare per il verde condominiale  e per le pulizie, in modo da evitare gli appalti e andare a trattativa diretta con i soliti amici.

MANAGER GIRAMONDO – Ma Parisi ha un cuore verde, come tutti gli aspiranti sindaci che si rispettano. Così la scorsa settimana ha criticato le politiche della giunta Pisapia sulle due ruote, promettendo soluzioni alternative. “Mi piace andare in bicicletta, ma avete mai visto una pista ciclabile sulla Quinta strada a New York?”, ha detto a La Stampa. Per sua sfortuna nelle liste che appoggiano Sala c’è un cicloattivista di nome Marco Mazzei, che ha prontamente calcolato quanti chilometri di ciclabili ci sono a New York: 1.585.