Mentre a Milano/Cortina gli sport invernali godono di un ritorno d’immagine dallo sbocciare di nuove star dello sci – quasi tutte donne – nel mondo si consuma da mesi la fiamma della curiosità per Heated Rivalry, serie tv in sei episodi che HBO Max ha scelto quale volano pubblicitario per il nascente servizio di streaming on demand (in Italia la prima stagione è visibile fino al 20 marzo 2026 sulla piattaforma di streaming HBO Max).
Il risultato è stato un delirio mondiale da ipnosi collettiva, numeri da capogiro e percentuali di gradimento critico su IMDb come non se ne vedevano dai tempi di Breaking Bad. Tratta dalla collana di best seller di ambientazione sportiva di Rachel Reid, Heated Rivalry si focalizza sull’infuocata rivalità tra il canadese Shane Hollander e il russo Ilya Rozanov, giocatori di hockey che si vincono e si sconfiggono sul campo da gioco e si attraggono tra le lenzuola con un’intensità avvincente.
Un racconto scandito da esplicite scene di sesso gay per il voyeurismo del pubblico queer, che però ha condiviso l’isteria per gli attori esordienti Hudson Williams e Connor Storrie, già tedofori di queste Olimpiadi, con un’inedita fruizione televisiva, tutta femminile.
Il fatto che Heated Rivalry in America venga anche proiettato in serate a tema nei bar di quartiere, generando una audience di donne di dimensioni annichilenti, ha indotto “The Guardian” a indagare questa fetta di pubblico molto diversificata.
Il “New York Times” è andato oltre, scardinando il significato politico della classica rappresentazione televisiva della coppia gay, tra lezione morale e giudizio sociale, perché in Heated Rivalry quel che risalta è l’affettività e l’intimità: non che manchino gli archetipi maschili, ma l’abbondante sesso, più che provocare, è usato come linguaggio capace di abbattere barriere comunicative, quando non riescono a farlo le parole.
Probabilmente l’assenza di identificazione nella storia d’amore tra due uomini consente alle donne di costruire fantasie sessuali scevre degli squilibri di potere tipici delle relazioni etero-normative, sia nella finzione che nella realtà, e in un’epoca in cui l’America di Trump ha dato ampiamente spazio alla rabbia, alla misoginia e alla violenza maschile, Heated Rivalry diventa un luogo sicuro.
La bellezza esotica e poco americana dei protagonisti, poi, ha fatto il resto.