I 5 Stelle si fanno casta e votano contro i due mandati. Toninelli dà un’altra versione, ma finisce sotto attacco

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L’accusa è precisa. Il Movimento 5 Stelle ha votato contro i due mandati per cariche elettive. Proprio così: un emendamento, proposto dal deputato ex pentastellato Cristian Iannuzzi, è stato respinto anche con l’opposizione del M5S. L’iter della legge sui partiti, in dirittura d’arrivo in commissione Affari costituzionali a Montecitorio, sta mettendo sotto pressione Danilo Toninelli, il deputato dei 5 Stelle, che sta portando avanti la battaglia sulla riforma.

Iannuzzi hamesso nero su bianco una proposta: un limite di due mandati per la stessa carica (per esempio parlamentare) e di quattro per ruoli diversi all’interno del partito. L’emendamento sarebbe stato comunque respinto per la contrarietà della maggioranza. Ma, a sorpresa, anche il Movimento ha manifestato la contrarietà. “È parte della proposta parlamento pulito, depositato in cassazione e oggetto in più proposte emendative del M5S alla Costituzione”, ha accusato Mara Mucci, deputata eletta nel M5S e ora nel Gruppo Misto. “Hanno votato contro gli emendamenti che parlano chiaramente di 2 limiti di mandato alle cariche interne, e di partecipazione con voto telematico. Il principio è lo stesso delle cariche elettive”, ha aggiunto.

Cinque Stelle e due mandati
Qual è il motivo addotto a questa posizione? Il rispetto delle prerogative altrui. Toninelli ha replicato a stretto giro, respingeno l’accusa: “Il M5S ha votato contro un emendamento che prevedeva quattro mandati per cariche interne al partito, non due mandati elettivi”. Iannuzzi ha risposto sulla stessa pagina Facebook del collega: “I due mandati per la stessa carica e quattro complessivi, in un contesto che non prevede alcun limite di carica, sono comunque un miglioramento ed in perfetta sintonia con le nostre battaglie storiche come parlamento pulito”. Insomma, uno scontro tra pentastellati ed ex tali sulle regole interne. E ha puntualizzato sul contenuto della proposta: “Si parla di cariche interne al partito. Quindi uno può fare due volte massimo il presidente o il segretario o il tesoriere eccetera, ma in generale massimo 4 mandati in tutto”.

E infine Mara Mucci ha raccontato la dinamica che ha portato all’opposizione di Toninelli: “Nella sua dichiarazione di voto, sentita da tutti i colleghi, ha esplicitamente detto che le loro idee non devono essere applicate agli altri. Un modo di pensare prettamente liberale e illogico da parte di chi prima di tutto ha presentato atti parlamentari e proposte di legge popolare nella direzione opposta”.

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di Gaetano Pedullà

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