I 5S rilanciano la battaglia sul salario minimo. Per il Censis lo chiedono 3 italiani su 4. Catalfo: mai più paghe da fame

di Francesco Carta
Politica

Tre italiani su quattro sono favorevoli all’introduzione del salario minimo per legge. Lo rivela il Censis nel 53esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, sottolineando come il 12,2% degli occupati in Italia sia a rischio povertà. Tra i fan del provvedimento, la percentuale sia più alta tra gli occupati (75,3%) e tra chi dispone di un reddito basso (l’80,7% con un reddito fino a 15milaeuro annui) o medio-basso (il 78,7% con un reddito compreso tra 15mila e 30mila euro annui).

MISURA BANDIERA. Musica per le orecchie del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, madre del disegno di legge per l’introduzione del salario minimo (a 9 euro lordi l’ora). “Tre italiani su quattro, dice il Censis, sono favorevoli all’introduzione del salario minimo. Io e tutto il Movimento 5 Stelle lo sosteniamo da sempre perché è impensabile che ancora oggi ci siano milioni di lavoratori che guadagnano 4 o 5 euro all’ora – torna alla carica l’esponente pentastellata dell’Esecutivo -. Per loro, vuol dire non arrivare a guadagnare nemmeno mille euro al mese e avere in futuro pensioni sotto la soglia di povertà”.

E il Rapporto del Censis ora rilancia la battaglia. “Tutto questo non sarà più possibile quando anche nel nostro Paese sarà introdotto il salario minimo, già presente in 22 Paesi Ue su 28 – prosegue il ministro in un post su Facebook -. Con la nostra proposta noi non solo rispettiamo la Costituzione, ma favoriamo la stipula di contratti collettivi nazionali di lavoro sani eliminando la concorrenza al ribasso tra i lavoratori. Porteremo avanti questa battaglia fino in fondo!”. Un provvedimento, però, sul quale non mancano le resistenze. Quelle dei sindacati, che vorrebbero ingabbiare il livello del salario minimo nella contrattazione collettiva.

Una posizione che ha trovato sponda nel ddl del Pd che introduce un salario minimo in bianco, senza cioè prevedere una soglia di retribuzione oraria sposando, di fatto, la linea dei sindacati. Ma i Cinque Stelle non demordono. “Secondo l’Eurostat, in l’Italia l’11,7% dei lavoratori dipendenti riceve un salario inferiore ai minimi contrattuali contro una media europea del 9,6% mentre 5,7 milioni di giovani rischia di avere in futuro pensioni sotto la soglia di povertà”, avvertono i senatori M5S della commissione Lavoro. “è evidente che l’introduzione del salario minimo non è più rinviabile”.