I 7 miliardi erano veri. Dall’Ue previsioni farsa. Palazzo Chigi approva l’assestamento di bilancio. Smentite le stime di Bruxelles

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Deficit 2019 dal 2,4% indicato nel Def in calo di oltre 0,3 punti percentuali di Pil, cioè al 2,04% che è la stessa soglia concordata a dicembre con l’Europa. Il Cdm ha dato il via libera al disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato. Ok anche a un decreto contenente “misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica”. Che serve a congelare i risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100 in modo da poterli destinare alla riduzione del deficit. Attualmente si tratta di 1,5 miliardi di euro. In tutto – come spiega il Mef – sono 7,6 miliardi di deficit in meno messi sul piatto, tra maggiori entrate, dividendi straordinari e minori spese. “I provvedimenti varati creano le condizioni per rendere ingiustificato l’avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia”, scrive via XX Settembre.

Una minaccia, quella della procedura, che il capo dello Stato, numeri alla mano, rispedisce con forza al mittente. “Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta”, dice da Vienna il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il disavanzo di bilancio in Italia – argomenta – è passato dal 2,4 al 2,1 tra il 2017 e il 2018, l’avanzo primario è passato dall’1,4 all’1,6: sono due dati positivi di trend dei conti pubblici”. E ancora: “Vi è una condizione di base di economia italiana di grande solidità. Credo che il governo stia presentando alla Commissione Ue tutti gli elementi per dimostrare che i conti saranno in ordine, le indicazioni sono rassicuranti e non vi è motivo per aprire una procedura d’infrazione”.

Parole che oscurano quelle del commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger. Che ha avvertito: “Bisogna vedere se gli italiani soddisferanno le richieste della Commissione, se non lo faranno non avremo margini di manovra per evitare la procedura”. “Non mi fate commentare – replica il premier Giuseppe Conte – singole valutazioni di singoli commissari: ora il percorso è molto chiaro, parliamo con atti”. Conte conferma di sentirsi “sempre fiducioso di evitare” la procedura, “i numeri sono sempre quelli: positivi, non sono cambiati”. E ad avvalorare l’ottimismo di Mattarella e del premier contribuiscono anche una serie di dati piovuti ieri. Il tasso di disoccupazione a maggio cala, attestandosi al valore più basso dal 2012. Certifica l’Istat. Il tasso di occupazione sale al 59,0%, il valore più alto dal 1977.

Il fabbisogno del settore statale, nei primi sei mesi dell’anno, è sceso di circa 7,9 miliardi a 33,4 miliardi di euro. Slitta la riunione della Commissione Ue prevista per il 2 luglio che avrebbe dovuto esprimersi sulla procedura d’infrazione e su cui dovrà dire l’ultima parola l’Ecofin dell’8-9 luglio. Il rinvio è dovuto alla partita ancora aperta sulle nomine: un nuovo summit è previsto per oggi. Nessun impegno, almeno per ora, sarebbe stato preso sugli obiettivi per il 2020.

Rimane aperto il capitolo flat tax. Su cui rilancia il leader della Lega Matteo Salvini: “Il nostro obiettivo rimane quello di abbassare le tasse e aumentare gli investimenti, unica via per ridurre il debito”. Il Cdm è stato segnato da una polemica che poi è subito rientrata tra M5S e Lega. L’assenza di Luigi Di Maio avrebbe provocato l’ira di Salvini poco prima chiamato in causa in un video dal capo politico dei pentastellati su Autostrade e l’ex Ilva. Ma i due alleati di governo hanno reciprocamente smentito dissidi di sorta.