I Benetton sfidano ancora Cdp. Via al piano salva-caselli. Autorizzata la scissione del concessionario. Così c’è un piano B all’offerta sulle autostrade

ROBERTO TOMASI
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Via libera all’unanimità dell’assemblea degli azionisti di Atlantia alla scissione di Autostrade per l’Italia. Un disco verde che segna un ulteriore step nel percorso avviato dalla holding a settembre per il riassetto della concessionaria. Resta comunque aperta la porta a Cdp e soci, dai quali è attesa l’offerta vincolante, che dovrebbe arrivare una volta conclusa la due diligence. Pesante il titolo di Atlantia in Borsa, che chiude in calo dell’1,66% a 13,64 euro.

I soci, che avrebbero dovuto esprimersi sul progetto di scissione già il 30 ottobre scorso (ma l’assemblea era stata rinviata per dare spazio alle trattative con Cdp), si sono riuniti ieri mattina in videoconferenza (presente il 72,2% del capitale) dando il via libera alla scissione parziale proporzionale di Atlantia in favore di Autostrade Concessioni e Costruzioni con il voto favorevole del 99,7% del capitale rappresentato.

L’operazione prevede lo scorporo di Atlantia da Aspi, attraverso l’attribuzione alla nuova società Autostrade Concessioni e Costruzioni (Acc) della partecipazione del 33,06% del capitale di Aspi (scissione) e il conferimento in natura del restante 55%. Acc, che verrà poi quotata in Borsa, deterrà così l’88,1% di Aspi (il restante 11,9% resterà ai soci esteri Allianz, Edf e Dif) e sarà a quel punto per il 37,2% direttamente in mano agli attuali azionisti di Atlantia e per il 62,8% a nuovi investitori.

All’interno di questa operazione, comunque, che i soci di Atlantia hanno voluto resta comunque sempre aperta la porta a Cdp, così come ad altri investitori interessati. Che potranno acquistare fino al 55% conferito in Acc, oppure provare a fermare il processo di scissione. Fino al 31 luglio infatti ci si potrà fare avanti per acquistare l’intero 88,06% di Atlantia in Aspi: se il cda di Atlantia valuterà positivamente la proposta, procederà alla convocazione dell’assemblea per sottoporre l’eventuale revoca della delibera di scissione già assunta.

In questo quadro prosegue il lavoro di Cdp e dei fondi Blackstone e Macquarie, che nella lettera del 22 dicembre hanno indicato il 31 gennaio per chiudere la due diligence tecnica e finanziaria. “Le offerte sino ad ora pervenute da Cdp non sono vincolanti ma del tutto preliminari”, ha chiarito Atlantia, che sul valore della società formulerà le proprie considerazioni solo “al ricevimento di un’offerta vincolante”.

Tra i nodi resta la manleva, chiesta da Cdp e dai fondi soprattutto dopo gli ultimi sviluppi giudiziari: ma Atlantia continua a restare contraria per l’”asimmetria” che si creerebbe con la scissione. Intanto Aspi lavora al nuovo piano industriale 2020-24, che non prevede aumenti di capitale e che sarà presentato la prossima settimana dall’ad Roberto Tomasi (nella foto).