I Casamonica pianificavano un attentato contro la Raggi. Ma la sindaca di Roma non si arrende: “A Ostia lottiamo contro gli Spada. A San Basilio contro il clan Marando”

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Il potente clan dei Casamonica stava pianificando un attentato contro Virginia Raggi. Dopo anni in cui le mafie hanno messo salde radici nella capitale e il malaffare si è insinuato all’interno del Campidoglio, sia con la destra che con la sinistra, davanti a una sindaca che, fin dal giorno del suo insediamento, è in prima linea contro la criminalità e ha fatto abbattere quelle villette abusive che la famiglia di origine nomade ostentava come simbolo del loro potere, la reazione sarebbe stata quella della violenza. Contro chi non si fa corrompere si spara. Le mafie hanno sempre agito così e i Casamonica, stando a quanto dichiarato dalla Raggi nel corso della registrazione del Maurizio Costanzo Show, non sarebbero stati da meno.

LA RIVELAZIONE. “Dopo che abbiamo abbattuto le villette dei Casamonica al Quadraro – ha affermato la sindaca pentastellata – mi hanno dato la scorta, abbiamo saputo che stavano pianificando un attentato contro di me e la mia famiglia”. “Noi – ha poi aggiunto – andiamo avanti, a Ostia stiamo lottando contro gli Spada, a San Basilio contro il clan Marando. Ci sono zone di Roma dove mi si avvicinano per dirmi di andare avanti, ma poi si allontanano perché hanno paura di farsi vedere dai clan”. Dal Mondo di Mezzo in poi la lotta contro il crimine va avanti. E nonostante arresti e condanne quella paura indice del condizionamento mafioso ancora non abbandona tanti romani. Anche sui Casamonica, nonostante le minacce, la sindaca però non molla.

AVANTI TUTTA. Parlando degli ultimi abbattimenti quelli a Grotta di Gregna, dove è stato demolito un comprensorio di case abusive appartenenti alla famiglia di origine nomade, la Raggi ha specificato che si tratta di una operazione concertata, in cui c’è una collaborazione a 360 gradi. “Queste operazioni – ha evidenziato ieri recandosi sul posto – non sono semplici, richiedono tanto tempo per essere compiute e portate avanti, però l’amministrazione c’è e va avanti compatta. Per troppi anni a Roma si sono tollerati questi abusi, stiamo lavorando con altri municipi e piano piano si allargherà ad altre parti”.

“Bisogna far capire a tutte le realtà – ha insistito – che lo Stato c’è, credo che sia un bel segnale e si va avanti senza alcuna paura”. Poi l’attacco ai suoi predecessori, dichiarando che tante difficoltà deriverebbero dal fatto che dal 2011 “nessuno ha lavorato”, mentre la sua amministrazione ha chiesto a tutti gli uffici di lavorare su simili provvedimenti. “Molti procedimenti – ha detto – non avevano le carte in regola e si è dovuto effettuare dall’inizio le operazioni amministrative, ma il problema da non sottovalutare sono i fondi, che si attingono dallo stesso salvadanaio con il quale paghiamo la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, paghiamo gli stipendi, la scuola, bisogna sempre controllare una coperta non lunghissima. Bisogna, quindi, sapere amministrare bene i fondi per non tagliare altri servizi e includere anche questo. Stiamo richiedendo fondi speciali, quindi ci sono difficoltà pratiche da un lato e da un altro una difficoltà economica”.

La Raggi ha infine messo il dito nella piaga, ribadendo che quando le istituzioni sono assenti il cittadino non se la sente di fare l’eroe e ha paura anche a denunciare, perché teme di non trovare nessuno dall’altra parte: “Quando questo avviene è il fallimento delle istituzioni. Bisogna riprendere il territorio in alcuni casi abbandonato e dare un segnale che dica che le istituzioni ci sono”.

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