I colpi sotto la cintura del sindacato

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di Gaetano Pedullà

Ripetere cento volte una menzogna non la farà diventare verità. Ma per Camusso, Landini e compagni non ci sono dubbi: “il Presidente del Consiglio dovrebbe provare ad abbassare i manganelli dell’ordine pubblico”, ha detto la segretaria Cgil, come se la decisione di manganellare i lavoratori delle acciaierie di Terni fosse partita dal Governo. Ora a Renzi si possono fare molte critiche, ma travestito da picchiatore folle non è facile immaginarlo nemmeno a carnevale. E allora bisogna rafforzare la menzogna. Il leader delle tute blu ammonisce: “Non si ripeta più”. E i metalmeccanici della Fiom proclamano 8 ore di sciopero generale. Le manganellate nello scontro della politica volano anche sotto la cintura. Il giochino però è chiaro: c’è una parte di questo Paese che le riforme non le vuole. Dunque bisogna togliere al premier l’abito del rottamatore per fargli indossare quello dello squadrista, del garante dei poteri forti, del nemico dei lavoratori. Siamo con le pezze al sedere, ma invece di tirare tutti insieme la carretta, in questo povero Paese c’è un sindacato che non sa fare altro se non frenare e denigrare. Dove ci hanno portato questi signori è sotto gli occhi di tutti.