I conti della Puglia non tornano. Svelato il trucco di Vendola. Eccessivo utilizzo di derivati e troppe consulenze. I giudici contabili bocciano il bilancio di previsione

Di Clemente Pistilli

I conti della Puglia non tornano. Svelato il trucco di Vendola. Eccessivo utilizzo di derivati e troppe consulenze. I giudici contabili bocciano il bilancio di previsione

“Voglio esprimere la mia soddisfazione perché il giudizio complessivo della Corte dei Conti consente alla Regione Puglia di potersi presentare a testa alta di fronte ai propri cittadini, con i conti in ordine”. Con queste parole, una settimana fa, Nichi Vendola, presidente nazionale di Sel e al timone del “tacco d’Italia” da 8 anni, rivendicava la bontà del suo operato alla luce dell’ok della magistratura contabile sul bilancio 2012. Stando però a quanto scrive la stessa Corte dei Conti, analizzando il bilancio di previsione dell’ente per l’anno in corso, sembra che ci sia poco da gioire. I magistrati della sezione di controllo pugliese hanno evidenziato che la Regione non si è curata di adottare strumenti di programmazione finanziaria, ha fatto largamente ricorso, con qualche escamotage, a consulenze e collaborazioni, ha compiuto operazioni affatto lineari sull’applicazione delle imposte e sui pericolosi strumenti di finanza derivata. Il massiccio ricorso a consulenti e collaboratori vari è stato inserito dalla Corte tra le irregolarità rilevate nel bilancio di previsione. I giudici hanno chiarito che la Regione, avendo sforato lo scorso anno il patto di stabilità interno e avendo fatto ricorso al cosiddetto sforamento controllato, non poteva bussare poi ricorrere a esterni per svolgere questa o quell’altra attività. L’ente ha però stretto contratti co.co.co, con decorrenza 31/12/12, “destinati di fatto a svolgersi nell’esercizio 2013”. Un modo per aggirare il divieto e le somme impegnate non sono proprio irrilevanti visto che, soltanto per 27 collaborazioni, a cui poi ne sono state aggiunte altre, sono stati impegnati 573.700 euro. Vendola sembra interessato a caccia, pesca e i collaboratori sono stati così inseriti soprattutto in tali settori. “Contratti elusivi”, hanno sostenuto i magistrati contabili. Spesi poi 267mila euro per i componenti dell’Organo di valutazione e 132.480 euro per “prestazioni occasionali e consulenze”. Altro aspetto censurato dalla Corte dei Conti: “Si tratta di prestazione aventi notevole durata e riconducibili alle collaborazioni coordinate e continuative”. Il comportamento della Regione su tale fronte? “Non conforme a una sana e prudente gestione finanziaria”.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 10:11
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