I fondi per la sanità inutilizzati dalle Regioni. Ora serve collaborare. Parla la deputata M5S, Sportiello: “Polemizzare non serve a nessuno”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“Questo governo e il Parlamento hanno stanziato per la sanità oltre 12 miliardi, considerando anche i fondi della legge di Bilancio 2020, e le risorse previste in quella per il 2021 in via di definizione”. Numeri che, secondo la deputata M5S e membro della Commissione Affari sociali Gilda Sportiello, testimoniano l’impegno delle istituzioni centrali per frenare la pandemia. Ciononostante, spiega ancora la pentastellata, “ci sono Regioni che hanno realizzato i posti in terapia intensiva che erano stati previsti, mentre altre sono ancora in ritardo”.

Si è fatta un’idea del perché i fondi ancora non sono stati spesi totalmente?
Guardi, è chiaro che ci troviamo davanti ad una situazione molto complicata, in cui tutte le misure previste devono poi essere declinate e attuate in 20 servizi sanitari regionali profondamente diversi. La situazione delle terapie intensive, però, è simile anche a quella delle Usca, le unità speciali e continuative per l’assistenza domiciliare per i pazienti Covid che non necessitano di ricovero: la loro attivazione è fondamentale per evitare il sovraccarico degli ospedali e soprattutto del personale sanitario e socio- sanitario. Per questo è indispensabile che le Regioni forniscano dati chiari e dettagliati al ministero della Salute su quanto realizzato fino ad ora rispetto a quanto era stato previsto, in modo da poter avere un quadro chiaro della situazione.

L’idea del governo è quella di prevedere diverse zone a seconda della gravità. Crede che in questa maniera si possa scongiurare un lockdown nazionale?
Applicare misure diversificate per zone applicando interventi mirati, ha proprio l’obiettivo di scongiurare misure più restrittive e generalizzate sull’intero territorio nazionale. Ogni decisione presa dal governo e dal Parlamento, basate sulle evidenze scientifiche e alle osservazioni del Comitato tecnico scientifico, mira al delicato bilanciamento tra la tutela della salute, il contenimento dei contagi e la tenuta del tessuto economico.

Nelle scorse settimane diversi governatori sono stati molto critici sull’operato del governo. Per quale ragione?
È evidente che è molto più semplice cercare lo scontro piuttosto che fare l’unica cosa necessaria: collaborare. Polemiche e strumentalizzazioni non servono a nessuno, tantomeno a rispondere in maniera efficace ai bisogni e alle esigenze delle persone in questo particolare momento. Il governo e il Parlamento ci sono, e solo con una solida sinergia possiamo lavorare al meglio, ognuno secondo le proprie competenze, per garantire servizi e tutele.

Quali colpe imputa alle Regioni?
Non vogliamo imputare colpe, ma è necessaria collaborazione. In questa situazione non c’è tempo per alimentare polemiche. Tutti dobbiamo appellarci al senso di responsabilità e capire che solo con la collaborazione di tutte le istituzioni possiamo uscire dall’emergenza.

Anche le opposizioni in questi mesi non sono stati molto collaborativi preferendo criticare e addirittura parlare di elezioni anticipate. Per quale ragione crede che né Lega né Fratelli D’Italia abbiano preferito sedersi a un tavolo?
Abbiamo chiesto più volte alle opposizioni di collaborare nella gestione di questa seconda ondata, evitando di strumentalizzare politicamente l’emergenza e di alimentare le proteste. Lavorare insieme non significa sostenere una forza politica al governo, ma sostenere il Paese in questo momento. Auspichiamo, quindi, una maggiore collaborazione anche da parte loro, considerando peraltro che la maggior parte delle Regioni sono guidate dal centrodestra.