I fondi per salvare Genova c’erano

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di Carmine Gazzanni

Disastro colposo. Per ora il fascicolo è contro ignoti. Eppure la Procura di Genova ha tutta l’intenzione di volerci vedere chiaro, dopo i danni provocati dalle alluvioni dei giorni scorsi. Danni che, ovviamente, hanno delle responsabilità. Già, perchè spesso (e quello di Genova è un esempio) in Italia dietro i disastri non c’è solo l’incuria o la mancanza di fondi. Ci sono anche episodi, surreali, nei quali soldi ci sono (e pure tanti), ma nessuno fa nulla. Nessuno muove un dito. È il caso dei finanziamenti, europei e italiani, predisposti proprio per la messa in sicurezza del territorio. Soldi che spesso nessuno utilizza. E così il tempo passa, finchè tali fondi non possono più essere utilizzati.

IN LIGURIA TUTTO FERMO
Per capire di cosa stiamo parlando facciamo un passo indietro. È il 19 novembre 2013 quando l’ex ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia rivela un dato sconcertante: il nostro Paese aveva finanziato il Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013 per circa 5 miliardi, proprio per frenare il dissestro idrogeologico. Quanti ne sono stati spesi? Solo uno. Nel giro di 7 anni, non siamo stati capaci di usare 4 miliardi. Le responsabilità di un tale, imbarazzante, stallo cadono a pioggia sulla lentezza della macchina burocratica, dagli enti locali fino al governo centrale, passando per i Tar che spesso bloccano i lavori che, così, restano fermi per tempo immemore (vedi LaNotizia dell’11 ottobre). Ma non finisce qui. Il nostro Paese, infatti, prevede anche un Piano ad hoc per la messa in sicurezza del territorio, non a caso chiamato “Risanamento ambientale” (anche questo settennale). Facciamo un pò di conti: su un totale stanziato di 137,3 milioni, soltanto 22 sono stati utilizzati per un totale di 244 progetti. Una miseria. Ma attenzione: quanti progetti sono in piedi in Liguria? Stando ai dati del dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, zero. Il nulla.

IL FINANZIAMENTO EUROPEO
Meno male – qualcuno potrebbe pensare – che ci sono i fondi europei. Parliamo, solo per il campo ambientale, di 9,2 miliardi. Domanda: quanti saranno stati realmente impegnati dal 2007 ad oggi? Solo 1,8 miliardi. Vediamo la Liguria. Su 62 milioni stanziati, i pagamenti si fermano a 28 milioni per 58 progetti. Pochini. E molti di questi sono fermi da anni. Per dire: il risanamento idrogeologico del Rio Chiaravagna (Genova) è stato finanziato per 3,5 milioni. Ma sono stati concretamente spesi ad oggi solo 90mila euro. Il 3%. Un disastro.

L’ULTIMA POSSIBILITÀ
Sulla questione è intervenuto anche Daniele Vaccarino, presidente della CNA, che ha premuto sull’esigenza di velocizzare il risarcimento dei danni: “Si devono attivare finanziamenti a favore delle imprese che si trovano nelle aree più rischiose”. Infine, ha continuato, “si deve varare una Legge speciale, come per Venezia, perché la fragilità idrogeologica di Genova è un’emergenza nazionale da anni”. Si spera ora che il passo cambi. Prima di dover tornare a contare altri morti