I fulmini di Grillo si abbattono su Bruxelles

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

Beppe Grillo sbarca a Bruxelles carico più che mai. E prende di mira Germania e Banca centrale europea. Senza tralasciare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il leader del Movimento 5 Stelle lancia così la raccolta firme per il referendum italiano anti euro. “Siamo stanchi dei sacrifici, vogliamo riprenderci la sovranità della nostra moneta, salvare le nostre aziende; è caduto il Muro, non quello delle carte di credito”, afferma Grillo, “la missione consiste nel recuperare sovranità monetaria. Da quando siamo nell’euro tutti i parametri sono peggiorati se porteremo quattro milioni di firme in Parlamento può succedere anche un miracolo. Magari la Lega o una parte di Forza Italia, che ha fatto campagna contro l’euro, possono votare a favore dell’uscita dall’euro e avremo con noi due terzi del Parlamento”. “Noi non siamo in guerra con l’Isis, ma con la Bce”, questo è un altro passaggio chiave del Grillo pensiero a Bruxelles. Sulla Germania, invece, “I tedeschi offendono me e il Movimento, ma anche l’Italia, dimenticando che la mafia c’è anche in Germania ed è un paese corrotto. La Francia, da parte sua, riceve la più grande tangente d’Europa sotto forma di un Europarlamento che si sposta tra il Belgio e Strasburgo”. E tanto per non farsi mancare niente due cartucce le spara anche per il presidente della Commissione Ue Juncker: “Si tratta di un ex ministro delle finanze di un paese paradiso fiscale”. E a Napolitano: “Noi abbiamo chiesto l’impeachment”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza (leggi l’articolo) per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è

Continua »
TV E MEDIA