I furbetti delle auto blu adesso hanno le ore contate. Le amministrazioni che non fanno il censimento costrette a tagliare il budget

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di Fabrizio Gentile

Adesso basta con le amministrazioni indolenti che fanno orecchie da mercante. Il Senato ha approvato un emendamento che obbliga le pubbliche amministrazioni che non collaborano al censimento sulle auto blu, a partire dal 2014, a ridurre del 60% la spesa per questa voce, rispetto all’anno precedente, laddove era stato previsto un tetto di spesa non superiore all’80%. Non è la soluzione di tutto, ma è già qualcosa. Se non altro è il segnale che qualcuno, dentro al Parlamento, comincia a svegliarsi. Dunque un ulteriore taglio alle auto blu, ma non solo. Tagli anche alle consulenze nella pubblica amministrazione. Stabilizzazione dei precari anche se con criteri selettivi, mentre resta in stand by la mobilità del personale delle società partecipate. Sono alcune novità emerse ieri alla votazione in Aula del Senato del decreto, cosiddetto ‘salva-precari’, proposto dal ministro per la Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia, il decreto 101 che mira al contenimento delle spese pubbliche. Nuova stretta anche sulle consulenze con un emendamento che fissa la spesa annua per consulenze non superiore all’80% del limite di spesa stabilito per l’anno 2013, quindi un ulteriore -10% rispetto al 90% previsto dal testo. Quanto alla mobilita’ del personale nelle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni, il relatore ha proposto lo stralcio dell’articolo 3 per ulteriori approfondimenti richiesti dalla commissione Bilancio e oggi il ministro D’Alia interverrà in Aula per proporre il rinvio di tali norme nella legge di stabilità. Fila liscio, almeno in Aula, l’articolo 4 che contiene le norme sui precari e sui cui si è concentrato il dibattitoin commissione Affari costituzionali. L’ossatura è rimasta e consiste nella riserva di posti per i precari e i vincitori di concorsi nel turn over. Quindi, nel 2014 si prevede che nel 20% di nuove assunzioni, il 50% (quindi un 10%) venga riservato ai precari attraverso una procedura concorsuale tra quanti siano stati impiegati con contratti a tempo determinato con almeno 3 anni di servizio negli ultimi 5. L’altro 10% deve essere riservato ai vincitori di concorso non ancora collocati. Inoltre, nel 2015 con il turn over al 50%, la metà sarà destinata ai vincitori dei concorsi e la metà ai precari. Norme che hanno fatto gridare ad una sanatoria per alcuni parlamentari, mentre per i sindacati sono assolutamente insufficienti ad assorbire icontrattisti della pa che, esclusi quelli della scuola, sono circa 122 mila secondo la rilevazione della Ragioneria Generale dello Stato del 2011.