I furbetti dell’Orchestra sinfonica siciliana. Sotto inchiesta 47 assenteisti. La Procura di Palermo contesta la truffa aggravata. E la Regione cade dal pero: arriveranno provvedimenti

di Nicola Scuderi
Cronaca

Giocare alle slot, fare una passeggiata oppure andare al bar o a fare shopping. Insomma di restare al proprio posto di lavoro presso l’Orchestra sinfonica siciliana, le 47 persone denunciate ieri dalla Procura di Palermo, diretta dal procuratore Francesco Lo Voi, non volevano proprio sapere. Anzi carte alla mano, sembra proprio che ogni scusa per assentarsi era buona, inclusa quella di andare a fumare uno spinello nei locali del Teatro Politeama. Per questo a tutte le persone coinvolte, a carico delle quali è già stata emessa la misura dell’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia giudiziaria, viene contestato il reato di truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana.

A finire nel mirino dei magistrati sono stati 30 lavoratori Ex Pip appartenenti al bacino Emergenza Palermo, e assegnati dal Dipartimento regionale del Lavoro alla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Si tratta di personale a cui sono state affidate mansioni di pulizia, manovalanza, giardinaggio ma anche di servizio di maschera in sala, centralino e portineria. A questi si aggiungono 16 dipendenti della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, addetti all’area amministrativa, tecnica e alla direzione artistica oltre al figlio di un dipendente dell’ente che avrebbe timbrato il cartellino al posto del padre.

FACCENDE PRIVATE. Come spesso accade in indagini simili, l’attività degli investigatori è stata portata avanti con pedinamenti e sistemi di video sorveglianza che hanno permesso di accertare un lungo elenco di illeciti nonostante l’inchiesta si sia sviluppata in appena tre mesi, ossia da febbraio ad aprile 2019. In quel periodo è emerso che gli indagati erano soliti timbrare il cartellino, quando non se lo facevano vidimare da colleghi compiacenti, e di corsa lasciavano il luogo del lavoro. Privi della benché minima giustificazione, dedicavano l’intera giornata al proprio benessere personale. Tanto che per la Polizia si è palesato “un quadro di marcata e diffusa illegalità”, composto da “fatti gravi e, per giunta, “reiterati nel tempo”.

“In alcuni casi” riferiscono gli agenti “è stato accertato che il passaggio del badge è stato effettuato direttamente dagli interessati, i quali, dopo aver timbrato l’ingresso in teatro, successivamente si allontanavano arbitrariamente omettendo di registrare l’uscita” come nel caso di un addetto all’orchestra e tecnico di palcoscenico che durante l’orario di servizio era solito andare dal barbiere oppure portava la propria autovettura presso un autolavaggio. Addirittura in un altro episodio, l’uomo ha pensato bene di prendere l’auto “per andare al Comune di Isola delle Femmine, insieme alla moglie, per consumare un pasto”. Ma gli indagati non si sarebbero limitati a simili comportamenti perché “non meno eclatante è stato il grave episodio registrato all’interno dei locali del Teatro Politeama, quando sono stati sorpresi alcuni lavoratori ex Pip, in servizio presso la portineria, mentre consumavano marijuana: uno di loro, peraltro, deteneva quantità significative nel suo appartamento”.

Sulla delicata inchiesta è intervenuto l’assessore al Turismo, Sport e Spettacoli della Regione, Manlio Messina. dichiarando: “Stiamo valutando, con il Cda della Fondazione e come organismo ispettivo, le misure da intraprendere in attesa dell’evolversi della vicenda giudiziaria. Certamente, coloro che risulteranno dipendenti infedeli verranno messi alla porta senza se e senza ma” anche perché “è inconcepibile, ancor più in un momento di crisi, che dipendenti con uno stipendio assicurato si possano comportare in questo modo”.