I gestori delle discoteche adesso ballano col Tar. Oggi l’incontro con Patuanelli per discutere della partita risarcimenti. La Santanché minaccia di lasciare aperto il Twiga Beach

di Francesco Carta
Politica

“Volevano trovare un perfetto capro espiatorio simbolico. Ed ecco le discoteche. Il bello è che però non sono chiuse. Non si potrà ballare. Ma le discoteche resteranno aperte. La mia discoteca resta aperta. È una misura diversiva, un provvedimento acchiappa-voti. Però abbiamo scongiurato il peggio. Mi preoccupa la cultura che c’è dietro. Mi fanno paura le sinistre che non hanno lavorato mai: recludono i giovani e fanno scorrazzare gli extracomunitari”. Così la Senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè.

Ed è da qui, forse, che bisogna partire per comprendere cosa voglia dire strumentalizzare una decisione che, ovviamente, ha il chiaro intento di frenare eventuale incremento di contagi. E il punto è proprio questo. Nella marea di commenti e dichiarazioni che si sono alternate in queste ore quello più condivisibile è stato espresso da Linus a Repubblica: “Come si poteva pensare di aprirle col distanziamento?”, si domanda il dj. “È come un’enoteca che non ha il vino, una cosa senza senso, da ubriachi. E lo dice uno che ci ha vissuto nelle discoteche. Aver lasciato decidere le Regioni in base all’indice di contagio mi sembra un’altra stupidaggine: cosa c’entrava la statistica? In quei locali ci vanno anche i turisti. Questa nuova chiusura è fastidiosa e ipocrita anche nella tempistica, visto che è stata presa appena dopo Ferragosto”.

Ed è anche per questa ragione che ora a ribellarsi contro la decisione governativa sono i gestori delle discoteche. “Non ci stiamo a fare il capro espiatorio”. Il Silb, l’associazione delle imprese dell’ìntrattenimento da ballo e spettacolo, va allo scontro con il Governo e fa ricorso al Tar del Lazio contro il decreto che vieta di ballare e, di fatto, chiude le discoteche. Il presidente Silb, Maurizio Pasca, ancor prima che si riunisse il direttivo, aveva anticipato la decisione di rivolgersi al Tribunale amministrativo per chiedere l’immediata riapertura dei locali: “Hanno colpito noi, quando la movida è ovunque.

Si guardi che succede negli stabilimenti balneari e sulle spiagge – dice Pasca – è evidente che il problema non sono i locali da ballo”. Vedremo cosa accadrà. Considerando peraltro che proprio il Silb oggi ha un incontro con il ministro Stefano Patuanelli per la partita dei rimborsi ai gestori: “Chiederemo al ministro dove pensa che si riunirà adesso chi andava in discoteca”. Domande ad oggi senza risposta.