I grillini con la Chiesa. Il Pontefice non si tocca. Di Maio punta il dito e attacca il leader di Forza Nuova: “Non c’è limite alla vergogna”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

C’è un limite anche alla propaganda. Gli attacchi violenti sferrati prima da Forza Nuova e poi dalla Lega e da FdI a Papa Francesco hanno portato nuovamente i pentastellati a innalzare il vessillo della politica responsabile e solidale con chi è in difficoltà. Una difesa della Chiesa che di fatto apre l’ennesimo fronte con gli alleati di Governo, ma che consente al M5S di evitare di restare schiacciato dai proclami fondati sul peggiore populismo. Una presa di posizione con in prima linea lo stesso leader Luigi Di Maio. Il vicepremier ha infatti cercato subito di rompere l’onda nera, criticando pesantemente l’attacco al Papa con lo striscione srotolato in occasione dell’Angelus.

“Questo pontefice – ha dichiarato Di Maio – sta portando avanti una rivoluzione culturale e sociale incredibile, restituendo speranza non solo all’Italia, ma al mondo intero”. E giù contro Roberto Fiore e i suoi: “Non c’è limite alla vergogna. La mia vicinanza non solo a Papa Bergoglio, ma a tutti coloro che al suo fianco si impegnano per un furuto migliore”. Un messaggio chiaro diretto anche all’alleato Matteo Salvini e in generale ai sovranisti dopo gli attacchi a Bergoglio per l’intervento dell’elemosiniere in via Santa Croce in Gerusalemme.

Mentre tra l’altro il ministro-capitano si affrettava a diffondere tramite Facebook, con quella macchina da guerra nota come “La Bestia”, l’ennesimo messaggio contro le Ong che operano nel Mediterraneo, il presidente pentastellato della commissione cultura alla Camera dei deputati, Luigi Gallo, ha infatti scritto non senza una vena polemica che “aiutare gli altri è ormai un gesto rivoluzionario. Ed è arrivato a denunciare che si sta ormai diffondendo una cultura dell’odio, un’emergenza, che in un attimo diventa violenza con tre S, “Stupro, Spranga, Sparo”.

Una frecciata notevole dunque anche alla legge sulla legittima difesa così cara ai leghisti. Alle parole feroci dei sovranisti, dopo il caso “Spin Time” Gallo risponde sostenendo che criminalità e violenza si sconfiggono “tendendo la mano agli ultimi”. Pensieri comuni a quelli espressi anche da altri esponenti del Movimento5Stelle. Come il deputato Emilio Carelli che, intervenendo ad Agorà, su Rai 3, relativamente al gesto compiuto dall’Elemosiniere del Papa, ha sostenuto che si è trattato di un’iniziativa “molto importante e molto valida”. Di più: “Un’iniziativa da condividere”.

Per Carelli un gesto che “rientra in quella che è anche la posizione di Papa Francesco di attenzione ai poveri”. “Penso – ha concluso – che questo elemosiniere abbia fatto bene”. Lo stesso elemosiniere a cui per tutta la giornata di ieri Salvini e il presidente della Regione Friuli, Massimiliano Fedriga, hanno provocatoriamente chiesto di pagare ora anche le bollette arretrate. Papa Francesco ripete da sempre che “la difesa dei deboli non è comunismo”. Lo faceva quando Salvini non era al Viminale e continua a farlo. Come da sempre ribadisce che i migranti “non sono numeri ma persone”.

E i pentastellati, Luigi Di Maio in testa, a restare schiacciati dalla Lega non sembrano più disposti. Sono giorni ormai che non mancano di smontare le tesi sovraniste. Rafforzati dal risultato elettorale in Sicilia e avvicinandosi l’appuntamento con le urne per il rinnovo del Parlamento europeo, non sembrano voler più cambiare strada. Un percorso che incredibilmente li ha portati a ergersi a difensori della Chiesa, di quello che era da sempre una bandiera in Italia per le destre.