I guai del banchiere di Dio imbarazzano l’amico di Caltagirone. L’incredibile rete tra Nattino e l’immobiliarista-editore

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di Stefano Sansonetti

Nelle stanze del potere gira voce che Francesco Gaetano Caltagirone sia difficilmente impressionabile. Per questo giurano che la vicenda in questione al massimo potrà dargli qualche imbarazzo, nulla di più. Di sicuro molto più in imbarazzo si trova Giampietro Nattino, presidente di Banca Finnat, al quale l’altro ieri la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 2,5 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su manipolazione di mercato e ostacolo alla vigilanza. Secondo l’ipotesi accusatoria, in pratica, Nattino avrebbe effettuato compravendite di azioni della stessa banca usando lo “schermo” di depositi presso l’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica) e lo Ior (la banca vaticana). Con tutto questo Caltagirone non c’entra niente. Ma l’immobiliarista, circostanza non sempre messa a fuoco, rappresenta ancora oggi uno dei “poteri forti” ai quali sono più legati i Nattino e la stessa Finnat. I percorsi, da questo punto di vista, sono tanti.

CollegamentiFrancesco Caltagirone, uno dei rampolli di famiglia, è stato per esempio per 13 anni nel consiglio di amministrazione di Finnat: entrato nel 2003, ne è uscito in tempi recenti. Altra figura di collegamento tra le parti è quella di Carlo Carlevaris, storico presidente di Finnat, ancora oggi inserito negli organigrammi della banca in qualità di presidente onorario. Ma lo stesso Carlevaris  siede tutt’ora nei Cda di due società che fanno capo al gruppo Caltagirone: Vianini Lavori, di cui è consigliere di amministrazione, e Cementir, di cui è vicepresidente. Tra gli ex consiglieri di amministrazione di Finnat, poi, spicca un altro “caltagironiano” di lungo corso, Paolo Di Benedetto, che ora siede nel consiglio di amministrazione della stessa Cementir. Per non parlare del fatto che Di Benedetto è il marito dell’ex ministra della giustizia Paola Severino, in passato già legale di Francesco Gaetano Caltagirone. E non finisce qui.

Il banchiere di Dio – Il medesimo Giampietro Nattino, destinatario del sequestro, ancora oggi riveste l’incarico di consigliere di amministrazione della Caltagirone Editore, la società del gruppo dell’immobiliarista che tra gli altri pubblica Il Messaggero, Il Mattino e Il Gazzettino. Insomma, tra le parti sembrano esserci rapporti consolidati. Nattino è da sempre considerato molto vinco al Vaticano. Al punto che negli anni scorsi il banchiere è stato consultore della prefettura degli affari economici della Santa Sede. Nella Capitale (ma non solo) la banca che fa capo alla famiglia Nattino è particolarmente considerata anche per l’offerta di servizi fiduciari. Nel gruppo, infatti, rientra la Finnat Fiduciaria, controllata al 100% dalla Finnat. Servizi che sono stati e sono tutt’ora utilizzati da clienti importanti.

Di certo ieri ha destato qualche sorpresa il fatto che la notizia del sequestro a carico di Nattino senior non sia stata nemmeno lontanamente trattata da alcuni dei più importanti quotidiani nazionali. Ma questa non necessariamente deve essere considerata una spia del rilievo che negli anni ha assunto quello che molti hanno definito (e ancora definiscono) “banchiere di Dio”.

Tw: @SSansonetti

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