I moderati sognano lo sgambetto in Liguria. Toti già canta vittoria: “Vinco io al 95%”. Mentre Renzi attacca Civati per la doppia candidatura Dem

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Se solo potessero scegliere una Regione dove prendersi la poltrona da governatore, con molta probabilità i moderati sceglierebbero la Liguria. Non ci sono soltanto gli ultimi sondaggi a confortare il candidato presidente Giovanni Toti, ma anche la tensione e i nervi tesi in casa del nemico. Non è un caso che Matteo Renzi anche nella giornata di ieri abbia gettato le mani avanti evidenziando tutti i limiti del Partito democratico proprio in Liguria: “La Liguria è diventata una cavia e mi dispiace, perchè la stanno usando per regolare i conti. Quelli che hanno perso le primarie contro la Paita”, ha sottolineato il premier, “ora vogliono far perdere la Paita perchè questo è il loro modo di avere la rivincita, solo che non ce la faranno: se va bene arrivano quarti”. E il riferimento è tutto al candidato civatiano Luca Pastorino. Sostenuto, tra gli altri dissidenti Dem, anche da Stefano Fassina. Una partita nella partita con riflessi anche sul Pd nazionale. Il risultato sarà determinante non solo per gli equilibri della Liguria. Ma della spaccatura in casa Dem spera proprio di poterne approfittare Toti che si spinge oltre: “Vinco io al 95%, Renzi trasferisce su di me tutte le sue paure ecco perché dice che temo la vittoria”. E, ieri, a Genova per sostenere l’europarlamentare Toti (non si è dimesso per correre alle regionali, ndr) c’erano anche Matteo Salvini (contestato anche in Liguria dai centri sociali) e Nunzia De Girolamo del Nuovo centrodestra che ha puntato sull’unione dei moderati: “Oggi in Europa c’è voglia di centrodestra, mentre in Italia c’è bisogno di centrodestra. Un centrodestra unito, forte, autorevole, compatto sulle idee e animato dall’entusiasmo di voler cambiare lo stato delle cose”.

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