I nuovi piani del premier. Dal Mezzogiorno alle pensioni. Fisco agevolato per chi investe al Sud

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Stavolta la domanda è seria e tutt’altro che retorica. Ma esiste ancora un limite in politica? C’è un parametro ancora valido capace di stabilire cos’è vero e verosimile? Oppure siamo definitivamente entrati nell’era dell’oltre, dove anche senza le risorse disponibili si annunciano grandi progetti? La sensazione, prendendo nota di quel che ha detto ieri sera il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite della prima puntata della nuova stagione di Porta a porta, il programma di Rai Uno condotto da Bruno Vespa, è che la politica abbia deciso di rottamare la parola limite, stabilendo che esistono solo termini come faremo e taglieremo. Declinazioni al futuro per aggredire il presente, nella convinzione che ieri è già passato remoto. Oltre, dunque. A partire dal Sud. “Stiamo ragionando su alcune proposte per il Sud”. “C’è chi suggerisce di usare il credito di imposta, che è già stato utilizzato, per il Mezzogiorno: una forma di fiscalità agevolata per chi investe. Avrebbe un importo di un paio di miliardi, secondo le stime”, dice Renzi parlando delle misure allo studio del governo in vista della legge di stabilità. Il premier ha aggiunto che “nel 2015 chi assume non paga contributi, o meglio li paga lo Stato: è una misura spot che puoi fare un anno. L’ipotesi ora è farla proseguire un altro anno solo per il Mezzogiorno”. Già il Sud che torna centrale. Almeno a parole. E a parole anche il nodo delle pensioni e la restituzione delle tasse ai comuni sono un perno sul quale far ruotare l’azione del governo.

LA RIPRESA
Cambiano gli uomini ma non le idee. “L’economia sta andando meglio”, ha aggiunto, “e bisogna dare messaggi di serenità e tranquillità: stiamo ripartendo. Dopo tre anni di segno meno è tornato il segno più del Pil”. Anche se i dati dell’economia reale propongono un altro quadro. Un po’ meno entusiasmante, a dire il vero. “Quello che togliamo ai Comuni lo restituiamo paro-paro, non è che poi aumentano le tasse”. Una sorta di contratto con gli italiani, ma con modalità diverse. “Nel 2014 abbiamo dato gli 80 euro, nel 2015 l’operazione su Irap e costo del lavoro, nel 2016 via Imu e Tasi, nel 2017 penseremo all’Ires e nel 2018 all’Irpef”. Insomma, ce n’è per tutti.

PENSIONI
Anche per i pensionati. “Leggo che ci siamo fermati sulla flessibilità pensionistica, ma non siamo nemmeno partiti, per un principio di buon senso”, dice Renzi, “si annuncia una cosa sulle pensioni quando si è sicuri di farla, io sono fiducioso su questo”. “Oggettivamente”, ha aggiunto Renzi, “dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare un po’ prima in pensione prendendo un po’ meno soldi possa andarci. Ora dobbiamo vedere quanto prima e quanti soldi. Sono ottimista ma per lo Stato deve essere a somma zero”. A somma zero, per ora, ci sono solo i conti degli italiani….