I probiviri non perdonano. Dieci parlamentari M5S a rischio espulsione. In 47 non sono in regola con i versamenti. Partiti i procedimenti nel Movimento

di Carmine Gazzanni
Politica

È formalmente iniziata la resa dei conti all’interno del Movimento 5 stelle contro chi non si taglia lo stipendio e ha smesso di restituire parte della sua indennità. Il collegio dei probiviri, formato da Jacopo Berti, Raffaela Andreola e dalla ministra Fabiana Dadone (nella foto), si è riunito ieri intorno alle 14 insieme ai capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa e Gianluca Perilli e al collegio di garanzia pentastellato. Sul tavolo, come si sa, i dossier sui parlamentari in ritardo con le scadenze: chi non paga da un anno (sono undici in totale i casi di morosi da 12 mesi) rischia fino al’espulsione dal Movimento. Nel corso dell’incontro, si legge nella nota diffusa al termine, si è stabilito che l’85% degli eletti sono in regola e tra i 45 e i 50 quelli che devono sistemare la loro posizioni. “I probiviri”, è stato l’annuncio, “apriranno, come da Statuto, i relativi procedimenti”.

I provvedimenti saranno “commisurati alla gravità della violazione” e ognuno dei parlamentari messo sotto accusa “avrà dieci giorni per presentare le controdeduzioni”. “Precisiamo”, scrivono ancora i capigruppo, “che, dall’inizio della legislatura, i parlamentari del Movimento 5 stelle hanno restituito oltre 13 milioni di euro, denaro utilizzato per aiutare i cittadini e le piccole e medie imprese”. In particolare, hanno aggiunto, “sono stati impegnati oltre tre milioni di euro per finanziare progetti di sostenibilità ambientale per i quali le scuole pubbliche interessate potranno presentare richiesta entro il 29 febbraio 2020”.

LA DECISIONE. E arriviamo così alle dolenti note. Sono 47 i parlamentari M5S non in regola con le restituzioni. Nei loro confronti a partire dalle prossime ore scatteranno i procedimenti. I parlamentari del Movimento 5 Stelle iscritti ai gruppi, come si legge sui siti di Camera e Senato, sono 315: 214 deputati e 101 senatori. Il 15% risulta, secondo quanto si legge sulla nota diramata al termine dell’incontro, non in regola e a rischio espulsione. Sono quindi 47 parlamentari, molti di più dei 30 fin qui ipotizzati. “Oggi abbiamo fatto il punto della situazione sulle restituzioni dei parlamentari con i probiviri”, spiegano i capigruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato al termine dell’incontro.

Inoltre, precisano, “come previsto sempre dallo statuto, a partire dall’apertura del procedimento, ci saranno dieci giorni per presentare le controdeduzioni. I probiviri hanno altresì sottolineato l’importanza che, gli impegni assunti nei confronti dei cittadini, al momento della candidatura, vengano pienamente rispettati”. Su quali siano i nomi nel mirino, è facile rendersi conto andando direttamente sul sito tirendiconto.it. Sono undici i parlamentari che non restituiscono soldi dal 2019. Tra costoro, però, c’è la senatrice Bogo Deledda, che è da tempo assente per motivi di salute e, fanno sapere fonti interne al Movimento, non sarà oggetto di provvedimento disciplinare.

Solo oggi a Montecitorio il deputato Santi Cappellani, tra coloro che non restituivano la parte dovuta delle indennità, ha deciso di passare al Misto. Alla domanda del perché non si fosse adeguato al taglio dello stipendio, ha risposto che si era dimenticato la password per accedere al sistema. A fine anno era stato diffuso un ultimo avvertimento perché i portavoce si mettessero in regola entro il 31 dicembre, ma non tutti hanno accolto l’invito.