I soldi del PNRR per costruire una base militare a Pisa

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Non basta l’aumento delle spese militari. Il governo dei migliori ha deciso di utilizzare i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (il famigerato PNRR che dovrebbe far ripartire il Paese) per costruire una cittadella militare che evidentemente in quest’epoca di furore bellico è un ottimo presepe per presentarsi all’Europa.

Ma se già è ignobile pensare ai fondi per la “ripresa” utilizzati per armi e soldati risulta incredibile che l’opera sia stata pensata nel cuore di un parco protetto, a san Rossore Migliarino Massaciuccoli in Toscana, che con i suoi 23mila ettari è importantissimo per la biodiversità, per il turismo che porta al territorio e per la sua storia che passa dagli etruschi agli antichi romani.

Una base militare con i soldi del PNRR. Dove? In un parco protetto.

Come spesso accade per queste brillanti idee tutti erano all’oscuro del provvedimento (del resto la cultura del dibattito è caduta da un bel po’, in questo Paese): la notizia è diventata di dominio pubblico perché il consigliere comunale a Pisa di Diritti in comune, Ciccio Auletta, l’ha scoperta per caso scorrendo la Gazzetta ufficiale. Perfino il presidente del parco, Lorenzo Bani, racconta di non avere saputa nulla di più di un’ipotesi che gli era stato presentato nell’aprile del 2021 ma di cui non aveva avuto più notizia fino alla notizia ufficiale. 

Si tratta di un piano da oltre 440mila metri cubi di nuove edificazioni da costruire dentro il territorio protetto del parco, su una area complessiva di 730mila metri quadrati dove dovrebbero sorgere villette a schiera, poligoni di tiro, edifici, infrastrutture di addestramento, magazzini, uffici e autolavaggi.

Legambiente sulla base militare nel parco protetto: «I danni sarebbero gravissimi»

Legambiente attraverso Michele Imbrendà racconta l’oscenità: «Questa cittadella militare sorgerà nel centro di un’area agricola, già tenuta medicea e poi regia, bonificata dalle aree palustri ai primi del Novecento, con fasce boscate originarie e piccoli poderi che ne fanno un paesaggio unico e un’oasi di ripopolamento faunistico. Qui nidificano rapaci sulla lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn). I danni sarebbero gravissimi» spiega.

Mentre sembra ormai tardi per poter intervenire sul caso sarebbe però interessante chiedere a Draghi e ai suoi in che parte del PNRR siano previste strutture militari da costruire scavalcando gli enti locali interessati e ricordare che nel PNRR non sia menzionata da nessuna parte la possibilità di prevedere sussidi da destinare ai parchi naturali che sono evidentemente visti come semplici spazi da deturpare con nuovo cemento alla faccia del consumo di suolo.

E pensare che nela Costituzione hanno messo la tutela dell’ambiente. Sta funzionando, eccome.