I vigilantes privati di Berlusconi sono in crisi

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di Stefano Sansonetti

Difficile salvarsi in periodo di crisi, anche quando si tratta della galassia che ruota intorno all’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Lo sanno bene i vigilantes privati del Cavaliere, che si occupano di garantire la sicurezza dalle parti di Fininvest e delle più famose residenze dell’ex premier. Per l’ennesima volta la struttura all’interno della quale operano gli “angeli custodi”, ovvero il Consorzio Servizi Vigilanza, ha chiuso il bilancio con un fatturato in calo e con una perdita. L’ultimo documento contabile, che si riferisce al 2012, riporta ricavi in discesa da 7,1 a 6,4 milioni di euro e un rosso di 163 mila euro, che migliora solo di poco il rosso di 229 mila euro fatto segnare a fine 2011. Il bilancio, piuttosto laconicamente, spiega che il trend è dovuto ai minori servizi richiesti dai consorziati.

I clienti della galassia
Chi sono? Semplice, le quote maggiori risultano appannaggio di Fininvest e dell’Immobiliare Idra, la scatola che ha in pancia tutte le principali ville del Cavaliere, da Macherio a villa Certosa in Sardegna. Quote minori, però, sono detenute all’interno del Consorzio anche da altre società della galassia berlusconiana come Fininvest Sviluppi Immobiliari, che custodisce villa Gernetto a Lesmo (in provincia di Monza), e Alba Servizi Aerotrasporti, negli anni scorsi ribattezzata la “Berlusconi Airlines”, in pratica la società che gestisce i lussuosi aerei privati che trasportano l’ex presidente del consiglio e tutti i manager del gruppo (si tratta di aeromobili Gulfstream e Hawker).

Le spese

Il momento critico per il Consorzio è testimoniato anche dal calo dei costi per servizi, anch’esso dettato da una calante richiesta di lavoro da parte dei consorziati. Risultano tutte in discesa le spese per consulenze, collaborazioni, utenze, logistica, vigilanza e guardiania, servizi assicurativi, spese viaggio e note spese.
Unica significativa eccezione, informa il bilancio, è la voce “servizi amministrativi”, i cui esborsi sono passati da 219 mila a 251 mila euro. Si tratta di un incremento “legato alla revisione delle tariffe applicate dal fornitore e all’introduzione di nuovi servizi di information technology”. Da segnalare il dato relativo alle disponibilità liquide di cui può disporre il Consorzio, forse l’unica cifra che ha fatto segnare un consistente aumento. La voce ammonta a 1 milione e 55 mila euro e si riferisce “principalmente al saldo dei conti correnti intrattenuti con istituti di credito, comprensivo degli interessi maturati alla data del rendiconto”. Ma i valori in cassa sono aumentati di 484 mila euro rispetto al 2011: un incremento che il bilancio ricollega alla “normale dinamica di incassi e pagamenti”.

Distribuzione dei ricavi
La società che più di ogni altra si è avvalsa dei servizi di vigilanza del Consorzio è Fininvest, che ha fruttato ricavi per 3 milioni e 348 mila euro. Al secondo posto l’Immobiliare Idra, che ha pagato i servizi 2 milioni e 951 mila euro. Nonostante le due società, però, il complessivo volume d’affari si è sensibilmente contratto.

@SSansonetti